In Messico il governo si scusa con il popolo maya

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L’Ansa ha riportato in mattinata le scuse da parte del governo messicano nei confronti della popolazione indigena dei maya per gli abusi. L’iniziativa sembrerebbe essere partita dal presidente messicano Andrés Manuel López Obrador e dal presidente del Guatemala Alejandro Eduardo Giammattei. Non sono mancate però le polemiche.

CHICHEN ITZA, MEXICO – SEPTEMBER 29: A general view of the El Castillo pyramid on September 30, 2018 in Chichen Itza, Mexico. Chichen Itza was one of the largest Maya cities and it was likely to have been one of the mythical great cities, or Tollans, referred to in later Mesoamerican literature. (Photo by Donald Miralle/Getty Images for Lumix)

Arrivano le scuse ufficiali da parte del governo messicano nei confronti delle popolazioni indigene maya. A 500 anni dalle azioni e dalla conquista da parte dei conquistadores il governo messicano con l’iniziativa del presidente Andrés Manuel López Obrador e del presidente del Guatemala Alejandro Eduardo Giammattei chiede scusa per i torti attuati nei confronti della minoranza etnica: oggi ancora al centro di discriminazioni razziali.

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“Ci scusiamo con il popolo Maya per i terribili abusi commessi da individui e potenze nazionali e straniere durante la conquista, i tre secoli di dominio coloniale e i due secoli di Messico indipendente” ha dichiarato il presidente messicano a Felipe Carrillo Puerto, un comune nello stato sudorientale di Quintana Roo – scusandosi per i torti subiti dai maya durante la Guerra delle caste, che ha avuto vita per tutta la metà del XIX secolo. Oltre queste motivazioni il governo ha voluto sottolineare come, oggi la discriminazione verso le popolazioni indigene maya è ancora attuale.

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Al centro delle polemiche però è finita la costruzione del Treno Maya, un progetto su cui il governo sta investendo particolarmente. Proprio durante la citazione del discorso da parte del presidente, molti cittadini hanno iniziato a fischiare. L’opera ha avuto il via libera da parte del governo nel giugno 2020, una rete ferroviaria che misurerà 1.500 chilometri e che passerà per Yucatan e la celebre città di Cancun. I primi a richiedere però l’accantonamento del progetto sono soprattutto gli ambientalisti, preoccupati per l’impatto ambientale, considerando minacciosa la linea anche per le popolazioni indigene.