Disarticolato un sodalizio criminale, composto da indiani, pachistani e italiani, dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: 3 arresti
Procuravano, dietro lauto compenso, falsi documenti per permessi di soggiorno in Italia, e quindi nell’area Schengen, a pachistani, indiani, tunisini, marocchini, afghani, ucraini, russi e a extracomunitari delle aree di crisi a rischio terrorismo. I carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito tre arresti (uno in carcere e due ai domiciliari), e 11 obblighi di dimora. Sgominata un’organizzazione a delinquere, composta da pachistani, indiani e italiani, finalizzata a favorire l’immigrazione clandestina: i destinatari delle suddette misure restrittive della libertà personale sono accusati anche di falso ideologico e materiale.
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E’ stato anche sottoposto a sequestro un internet point, abilitato all’invio di denaro attraverso i circuiti Wester Union, Sigue, Ria e Moneygram, base operativa dell’organizzazione.
Il blitz dei militari dell’Arma è l’esito delle indagini avviate dopo gli attacchi terroristici in Francia e in Belgio, tra il 2015 e il 2016, come quelli, ad esempio, alla sede del giornale satirico parigino “Charlie Hebdo“, il 7 gennaio 2015, e al teatro “Bataclan” il 13 novembre 2015. L’organizzazione aveva anche ramificazioni oltre i confini italiani: gli indagati erano infatti in contatto con persone residenti in Belgio e Francia. La documentazione falsa per i permessi di soggiorno, stampata a Napoli, veniva anche fatta pervenire, dietro compenso, a persone residenti nei predetti Paesi. Tra gli arrestati figura anche il dipendente di una municipalità del Comune di Napoli, P. A., 65 anni, addetto al rilascio e al rinnovo delle carte d’identità, all’emissione dei certificati di residenza e degli stati di famiglia. L’uomo aveva stabilito un tariffario per le proprie “prestazioni”.
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Un altro modo per trasferire i soldi, oltre alla transazioni bancarie e al circuito Money Transfer, era il sistema “hawala“, un meccanismo informale, molto diffuso nella cultura islamica, incentrato sulla fiducia e sull’onore di una vasta rete di mediatori localizzati principalmente in Medio Oriente, Nord Africa, nel Corno d’Africa ed in Asia meridionale ed utilizzato, secondo alcuni esperti, anche per finanziare il terrorismo.
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