Covid-19: l’India devastata spaventa i vicini: emergenza in Nepal

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La devastazione e i contagi da Covid-19 in India spaventano i Paesi confinanti: in Nepal è emergenza e il rischio di una propagazione del virus spaventa il continente. Il New York Times ha tracciato i tratti principali della situazione. 

NEW DELHI, INDIA – MAY 06: Medical staff attend to Covid-positive patients in the ICU ward at the Holy Family hospital on May 06, 2021 in New Delhi, India. India broke a fresh record on Thursday with over 412,000 new cases of Covid-19 as the total number of those infected according to Health Ministry data neared 20 million. The real figure could be up to ten times higher, many health experts say, due to a lack of widespread testing or reporting, and only patients who succumbed in hospitals being counted. Hospitals have begun turning away people suffering from Covid-19, having run out of space for the crushing number of people seeking help. (Photo by Rebecca Conway/Getty Images)

Il Nepal è in emergenza, gli ospedali sono sottoposti ad un carico significativo e la crescita dei contagi preoccupa: in Sri Lanka i contagi hanno toccato e superato per la prima volta quota 2500 e in Bangladesh le vaccinazioni sono al momento bloccate. L’attuale crisi in India dove nella giornata di ieri sono stati registrati quasi 363.000 contagi spaventa i Paesi vicini: le preoccupazioni maggiori derivano dai spostamenti, per questo motivo molti di questi hanno deciso di chiudere i confini. Misure che però potrebbero non bastare, secondo una riflessione dello stesso New York Times. Le motivazioni potrebbero piuttosto risiedere nel gestire le dense popolazioni presenti nel continente. Spesso questi Paesi hanno problemi strutturali come quelli relativi alla gestione e alle infrastrutture sanitarie, viste le poche risorse e quelli attinenti alla povertà – sono molti infatti i cittadini che devono fare i conti con condizioni di vita al limite della dignità umana.

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Naturalmente non tutti i casi di cluster di Covid-19 sono riconducibili all’India ma la paure che altri Paesi possano riscontrare le stesse difficoltà e cadere in una condizione simile a quella dell’India preoccupa diversi sanitari e ora anche autorità governative che spesso sono arrivate in ritardo rispetto all’emergenza – “Mi sento come se fosse una situazione di guerra mondiale” ha riferito un medico nepalese al Nytimes, sostenendo come se il blocco alla frontiera fosse stato applicato prima, molto probabilmente il Nepal non verserebbe in queste condizioni. Quest’ultimo Paese è alle prese con l’aggressività del virus: il motivo, come spiega il quotidiano riporta alla migrazione di migliaia di lavoratori verso l’India, rientrati in Nepal quando l’ondata di contagi ha invaso lo Stato dell’Asia meridionale – rientri che hanno veicolato il virus.

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Il Nepal registra in questi giorni una media di 9.000 mila contagi al giorno. Inoltre lo Stato è in preda ad una importante crisi politica interna che ha destabilizzato e frenato molte decisioni inerenti alla gestione dei contagi e delle aperture dei confini. I migliaia di rientri giornalieri non vengono spesso monitorati per mancanza di risorse, molti di questi lavoratori presentano spesso, ove si dispone di tamponi positività da Covid-19. Il Nepal ha in questo momento bloccato solo 22 frontiere su 35, per garantire il rientro di una parte di cittadini. La situazione nello Stato confinante con Cina e India rischia di peggiorare con scene tragiche già viste, come la mancanza di ossigeno e il collasso degli ospedali. Come riporta il New York Times ci sono state alcune segnalazioni relative a decessi avvenuti a causa della carenza di ossigeno. 

Anche il Bangladesh come il Nepal soffre in termini di vaccini – l’India ha difatti dovuto bloccare una buona parte dei rifornimenti. Il Pakistan ha chiuso i confini prima del boom per ragioni legate alle tensioni politiche – Pakistan che comunque vede un rialzo dei contagi, con un picco il 6 maggio di 8.495 casi – ieri 3.265. Molti esperti pronosticano però che il picco dovrà ancora arrivare.