Corrado Ferlaino i 90 anni de Il Presidente, l’unico vincitore di scudetti

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Corrado Ferlaino, i 90 anni de Il Presidente del Napoli Calcio, colui che ha realizzato i sogni napoletani.

Ferlaino e Matarrese
Ferlaino e Matarrese (Getty Images)

90 anni. Età importante, traguardo negato ai più. Corrado Ferlaino taglia il nastro dei suoi 90 anni con la lucidità, con la gioia di vivere e quel inesauribile ottimismo che ha contraddistinto l’intera sua esistenza. L’Ingegnere è stato, per dirla con le parole di un napoletano doc, Totò, un uomo di mondo. Ha vissuto bene, intensamente, non si è fatto mancare nulla in termini di gioie, emozioni, dolori, insulti.

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L’idea di diventare presidente del Napoli Calcio

Un giorno, era il 1967, decise di diventare il presidente della squadra di calcio della sua città, il Napoli. Lui, nato il 18 maggio 1931, sognava di far vincere il Napoli, sognava di regalare a milioni di persone innamorate degli azzurri successi che si adatta solo al Nord. Sognava, sognava il presidente, intanto, però, il tempo passava, passavano gli anni fino a quando a Napoli la luce fu.

Un calciatore all’apparenza paffutello, non molto alto e con i capelli ricci, proveniente da Barcellona. Di nazionalità argentina, segni particolari: talento calcistico infinito, il suo nome era Diego Armando Maradona. Dal quel momento la storia di Napoli, la storia del Napoli Calcio, quella di Ferlaino e dei napoletani tutti i cambiò in un attimo. Corrado Ferlaino era riuscito a portare a Napoli, al Napoli, forse il più grande calciatore della storia.

Corrado Ferlaino i 90 anni de Il Presidente. I trionfi del suo Napoli

Gli unici due scudetti nella storia del Napoli appartengono a quegli anni, appartengono a Diego Armando Maradona ea tutti i suoi gloriosi compagni di squadra, appartengono, però, anche e soprattutto a alla lucida follia di questo presidente che era riuscito dove i più grandi, e ricchi, presidenti di calcio italiani e stranieri, avevano miseramente fallito. Corrado Ferlaino due scudetti ed una Coppa Uefa li ha in bella mostra nel salone della sua villa abbarbicata sulla salita di Via Tasso, nella sua Napoli.

Nonostante tutto ciò, che da altre parti avrebbe fatto vivere di rendita eterna qualsiasi presidente di calcio, Corrado Ferlaino è stato spesso criticato, per usare un eufemismo, da molti tifosi napoletani. La sua maniera di gestire i conti societari, che passava anche attraverso cessioni illustri, non piaceva spesso alla piazza. L’addio di Dino Zoff, ceduto all’odiata Juventus, è stata una ferita che neanche Maradona è riuscita a rimarginare.

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La sua vita potrebbe paragonarsi ad uno slalom gigante di Alberto Tomba, sfiorando paletti di ogni sorta e dai nomi più diversi: amori, scommesse, colpi di testa, più o meno azzardati. Banalità è una parola che non esiste nel vocabolario dell’Ingegnere, l’ovvio è per gli altri non certo per lui. Se così non fosse stato non avrebbe nemmeno lontanamente pensato di assegnare la maglia numero 10 del suo Napoli al più grande numero 10 della storia. Questo è Corrado Ferlaino, tutto ed il suo contrario, l’esatto specchio della Sua Napoli.