Pescara, bambino di due anni muore nella piscina di famiglia a Città di Sant’Angelo. I genitori indagati come atto dovuto
Tragedia a Città di Sant’Angelo, in provincia di Pescara. Un bambino di due anni è morto annegato nella piscina della villetta di famiglia. Il fatto è avvenuto alle ore 20 circa di ieri quando in casa c’era la mamma e l’altra figlia. La donna aveva notato l’assenza del piccolo e aveva cominciato a cercarlo. La piscina è a schiera e si è recata fuori quando ha visto il figlio in acqua. Purtroppo non per lui c’è non c’era nulla da fare.
Sono stati subito chiamati i sanitari del 118 e sono accorsi anche i nonni che vivono nella villetta ma ogni tentativo di rianimarlo è stato inutile. Indagano ora i carabinieri di Montesilvano che come atto dovuto hanno iscritto nel registro degli indagati i genitori ma è chiaro che si è trattato di un incidente. L’accusa è di omicidio colposo.
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Secondo la ricostruzione il bambino stava giocando in casa per poi andare fuori da solo senza che nessuno se ne accorgesse. Probabilmente continuando a giocare è caduto in piscina ed è annegato.
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Non sembrano esserci molti dubbi sulla fatalità della morte. Per ulteriori accertamenti e chiarire meglio ancora la dinamica e le cause del decesso, domani sarà effettuata l’autopsia sul corpo del piccolo. Intanto la comunità abruzzese è fortemente scossa dall’evento. Il primo cittadino Matteo Perazzetti ha dichiarato di essere distrutto “come sindaco, come padre e come angolano”.
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