Omicidio Yara, i legali di Bossetti: “Prova regina esaurita”. È scontro sui reperti

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I legali di Massimo Bossetti hanno chiesto il riesame del Dna su materiale genetico secondario rispetto alla prova regina del caso di Yara Gambirasio: i giudici si sono riservati di decidere.

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Gli avvocati difensori di Massimo Bossetti continuano a spingere per la revisione dell’esame del Dna, la cosiddetta prova regina che ha portato alla condanna in via definitiva del muratore di Mapello. La richiesta di avere accesso ai reperti del caso è stata avanzata ai giudici della Corte d’Assise di Bergamo. Bossetti si trova attualmente in carcere per scontare l’ergastolo confermato dalla sentenza della Cassazione.

Yara Gambirasio scomparve nel nulla a Brembate di Sopra, in provincia di Bergamo, il 26 novembre 2010. Il suo corpo senza vita fu poi ritrovato in un campo a Chignolo d’Isola, ad alcuni chilometri di distanza, circa tre mesi dopo la sparizione. Nell’estate del 2014 Massimo Bossetti venne poi individuato come possibile autore del delitto e arrestato.

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Caso Yara Gambirasio, prova regina esaurita: la difesa di Bossetti chiede l’esame di altri reperti

La richiesta dei legali dell’uomo condannato per l’omicidio della tredicenne è “che sia prima di tutto ripristinata la legalità”. Secondo quanto emerso la traccia 31 G20 di Dna risultata decisiva per l’incriminazione del muratore “è forse l’unica traccia che è effettivamente esaurita, stando alle dichiarazioni dei consulenti di allora”. A renderlo noto sono gli stessi avvocati della difesa, che hanno così chiesto di poter esaminare tutti gli altri reperti.

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La Procura avrebbe però definito “di scarto” il materiale diverso dalla traccia con il Dna trovato sui leggins di Yara Gambirasio, ossia quella divenuta durante il processo la prova regina. Per questo motivo, come spiegato dall’Ansa, i legali di Massimo Bossetti hanno parlato di un acceso confronto in aula durante l’ultima udienza nel tribunale di Bergamo. Secondo quanto reso noto i giudici si sono riservati di decidere sulla richiesta di rifare l’esame del Dna su quelli che sarebbero considerati solamente elementi “di secondaria o nulla importanza”.