Partita del cuore, Sandro Giacobbe contro i The Jackal: “Volevano più follower”

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Duro attacco di Sandro Giacobbe verso i The Jackal: secondo il cantautore la polemica di Aurora Leone in occasione della cena della Partita del cuore è stata accesa con il fine di aumentare i follower sui social.

giacobbe contro the jackal
(screenshot video)

Alla grande ondata di solidarietà giunta ad Aurora Leone dopo la polemica sulla Partita del cuore 2021, si è aggiunta una voce decisamente fuori dal coro. Sandro Giacobbe, noto cantautore italiano e membro della Nazionale cantanti, al sito Mowmag ha avanzato un’aspra critica nei confronti dei The Jackal, che a suo parere avrebbero approfittato della situazione per aumentare il numero dei follower. Il cantante ha di fatto ridimensionato l’intera faccenda. “Per una stupidaggine – ha detto – non si può far scoppiare un caso del genere”.

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L’attacco di Sandro Giacobbe ai The Jackal

Aurora Leone aveva denunciato su Instagram uno spiacevole episodio accaduto durante la cena tra i partecipanti all’evento. Secondo quanto raccontato dalla giovane comica casertana, il direttore generale della Nazionale italiana cantanti, Gianluca Pecchini, l’aveva invitata ad abbandonare il tavolo, riservato ai soli giocatori uomini. A detta di Sandro Giacobbe si è solo trattato di un malinteso, su cui è poi stata costruita “una bufala per avere più follower”.

“La maggior parte delle notizie che sono state riportate non hanno nessun fondamento – ha spiegato a Mowmag – Ci difenderemo rispetto a una grande offesa che ci viene fatta dopo 40 anni di impegno sociale”. Il cantante ha sottolineato che i The Jackal giocavano nella squadra della Ricerca ma si erano seduti al tavolo della Nazionale cantanti. “Gentilmente gli è stato fatto notare che quel tavolo non era il loro e sono stati fatti accomodare all’altro tavolo”, ha detto, accusandoli poi di aver “pensato di cavalcare l’onda per far scoppiare un po’ di rumore mediatico”.

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E in merito alle accuse di sessismo all’organizzazione dell’evento, Giacobbe ha ricordato che negli anni, in occasione delle Partite del cuore, loro sono stati i primi a far giocare le donne, invitando chiunque. “Ci dicono che siamo sessisti e razzisti? È una bufala tremenda”. Secondo il giocatore della Nazionale cantanti si è vissuta “una situazione irreale”. “Io come artista, calciatore e appartenente a questa associazione – ha detto – mi sento davvero offeso”.