Il giallo di Reyna Marroquín, il caso del cadavere sotto le scale: morta nel 1969, il delitto scoperto soltanto 30 anni dopo.
Il caso di Reyna Angélica Marroquín, uccisa nel 1969 a 28 anni negli Usa, ha sicuramente fatto molto scalpore. L’omicidio della donna salvadoregna assassinata non è stato scoperto fino al 1999, 30 anni dopo, quando il suo corpo è stato trovato a Jericho, New York. In quella casa abitava Howard B. Elkins, un uomo d’affari identificato come il principale sospettato dell’omicidio.
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Questa vicenda inizia a settembre 1999: nel sottoscala di un’abitazione vengono trovati i resti mummificati di una femmina ispanica incinta di circa 20 anni tra 145 e 152 cm. La causa della morte era determinata da un trauma alla testa. Il cadavere era occultato all’interno della casa e vi erano anche altri effetti personali.
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La vicenda è stata ricostruita da “Il mio omicidio non ha più segreti”, mandato in onda su Discovery Channel e in Italia in particolare sul canale Nove. Il cadavere era occultato in un tamburo costruito nel 1963 e che era stato spedito a Melrose Plastics, un’azienda di fiori sintetici in parte di proprietà di Howard B. Elkins, un uomo d’affari locale che possedeva la casa di Jericho. Questo fino al 1972, quando vendette l’azienda e si trasferì a Boca Raton, in Florida, con sua moglie. Parte dei documenti della donna erano leggibili e si scoprì che erano intestati a Reyna Angélica Marroquín, un’immigrata di 28 anni di El Salvador che aveva lavorato come babysitter, ma anche nell’azienda di fiori sintetici.
Un numero di telefono annotato nel passaporto apparteneva a Kathy Andrade, che era stata amica di Marroquín. Quando venne contattata, la Andrade ha detto alla polizia che l’amica aveva avuto una relazione extraconiugale con Elkins, ma aveva chiamato la Andrade per dire che aveva avuto paura di lui dopo aver detto alla moglie di Elkins della relazione. Ci sono state segnalazioni secondo cui una donna incinta che corrispondeva alla descrizione di Reyna Marroquín era apparsa una volta alla Melrose Plastics e gli impiegati avevano scherzato sul fatto che il padre del bambino fosse Elkins. Questi finì al centro dell’indagine, ma il 10 settembre, appena una settimana dopo la scoperta dei resti dell’ex amante, si suicidò. Risultò poi dal test del DNA che il feto in grembo alla donna era figlio dell’imprenditore suicida.
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