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Cronaca

Codogno: chiude il reparto covid, dimesso l’ultimo paziente

Published by
Alice Canale

Chiude l’area covid dell’ospedale di Codogno, luogo in cui il 20 febbraio 2020 tutto era cominciato

Una giornata importante oggi per la lotta al coronavirus, chiude il reparto covid dell’ospedale di Codogno, luogo emblematico in questa pandemia per quanto riguarda la vicenda italiana, da lì, il 20 febbraio del 2020, ebbe inizio tutto. La lotta al virus sulla penisola partì in quell’ospedale, con l’arrivo di Mattia Maestri, primo paziente positivo al coronavirus in Italia.

Leggi anche -> Chi è Annalisa Malara, l’anestetista che scoprì il paziente 1 a Codogno

La chiusura del reparto covid di Codogno

Oggi le dimissioni dell’ultimo paziente che ha sconfitto il virus nel reparto covid dell’ospedale di Codogno. Per l’occasione il responsabile del servizio di Pneumologia e referente dell’Area Covid, il dottor Francesco Tursi ha voluto scrivere una lettera indirizzata al direttore generale Salvatore di Gioia.

Nella lettera il medico si dice emozionato in questa giornata di tregua e speranza. Tursi ringrazia tutto il personale che ha contribuito a prestare il proprio servizio in questo periodo intenso e difficile.

Tursi nella lettera ringrazia anche i pazienti “Avete condiviso con noi questo periodo così delicato della vostra vita, spero che tutti noi siamo stati in grado di essere all’altezza delle vostre aspettative. Posso solo dirvi che noi dell’Area Covid di Codogno ce l’abbiamo messa tutta. Grazie per le numerose testimonianze di affetto nei nostri confronti che ci hanno commosso e gratificato. Nulla è stato pari al volto anche solo di un paziente che avevamo aiutato a guarire, vedere nei suoi occhi battere la vita. Risalire alla vita, come lentamente tutti stiamo facendo ai margini di un momento che verrà ricordato nei libri di storia”.

Il dottor Tursi conclude la sua lettera :”Ed io, cosa posso dirvi? Posso dirvi che sono stati per me i mesi più intensi della mia vita e voi l’avete resi memorabili nel mio cuore e nella mia mente”.

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