Mai, come in questo caso, il detto popolare che non bisogna farsi ingannare dalle apparenze risulta essere estremamente corretto. Ma, sinceramente, chi di noi, incontrando su un marciapiede una piccola tartaruga, mentre magari sta facendo una bella passeggiata, non viene colto dal desiderio di toccarla, soltanto per metterla in un posto dove non possa correre pericoli? Giusto? Sbagliato!
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Si tratterebbe di un grave errore, soprattutto se la tartaruga in questione fosse un esemplare di “Chelydra serpentina”, nota anche come tartaruga azzannatrice. Esattamente la stessa che è stata ritrovata a Collegno, nel torinese. Apparentemente socievole ed innocua, in realtà con grado abbastanza elevato di pericolosità. Come sia capitata in una delle strade di Collegno ancora non è dato sapere, molto probabilmente è stata abbandonata da chi la teneva in casa abusivamente.
La “Chelydra serpentina” appartiene ad una specie considerata pericolosa per l’incolumità pubblica e quindi non può essere in né tantomeno alleva. Questo a seguito di un decreto del Ministero dell’ambiente del 1996. La tartaruga, dopo il suo ritrovamento, è stata consegnata ai veterinari del Canc di Grugliasco, i quali, a loro volta, hanno allertato il nucleo CITES dei Carabinieri Forestali di Torino affinché l’animale venga collocato in una struttura idonea ed autorizzata.
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Il servizio CITES è un organo che tutela le specie di fauna e flora protetta dalla Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione di Washington, entrata in vigore in Italia nel 1980. (Fonte Wikipedia)
Questo intervento che ha riguardato la tartaruga azzannatrice, rientra nella collaborazione da Città metropolitana di Torino nell’ambito del progetto “Salviamoli insieme on the road”, che riguarda, in maniera specifica, il recupero ed il successivo salvataggio degli animali non convenzionali. Sempre nella speranza che non vi siano più privati che, all’interno delle loro abitazioni, allevino animali pericolosi e vietati. Basta. avere solo un pò di buon senso.
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