Roberto Mancini scrive una lettera alla nazione: “Cara Italia”

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Il Ct Roberto Mancina in una lettera a poche ore dall’inizio dell’Europeo: “Mai come ora abbiamo estremo bisogno dello sport”

Roberto Mancini
Roberto Mancini (Getty Images)

Tra poco più di 24 ore la Nazionale italiana maschile di calcio inaugurerà Euro2020. Sì, come le Olimpiadi è rimasto il nome dell’anno della manifestazione che negli annali di storia sarà ricordato per tanto altro, purtroppo. Già questo rende tutto così diverso dal solito. Un’edizione inedita dell’Europeo che per la prima volta si gioca itinerante e in un anno dispari mentre è ancora in corso una pandemia. A ciò si aggiunge che forse l’entusiasmo non è alle stelle: non solo per ovvi motivi ma anche perché l’Italia è reduce da una disfatta.

L’ultima volta che ha giocato una gara ufficiale nella fase finale di un Europeo o Mondiale è stato nel 2016. Non è mai successo che per cinque anni gli azzurri non siano mai scesi in campo per una delle due manifestazione e la mancata partecipazione agli ultimi Mondiali in Russia forse si sente ancora. C’è questa macchia da lavare.

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Il Ct Roberto Mancini scrive agli italiani: “Responsabilità di rappresentare il Paese”

Olanda - Italia
Roberto Mancini (Getty Images)

Alla vigilia dalla gara con la Turchia il Commissario Tecnico Roberto Mancini ha scritto una lettera. Non poteva non fare un cenno alla pandemia che ha rinviato il sogno azzurro dell’Europeo e distrutto tante vite. Un anno in cui “abbiamo cambiato le nostre abitudini”, lontani dalle persone amate mentre “qualcuno purtroppo le persone che ama le ha perse”.

Lo stesso tecnico era rimasto contagiato dal Covid che ricorda come proprio in momenti come questi lo sport diventa essenziale non solo come benessere sotto tutti i punti di vista ma anche come strumento che per un po’ ci allontana dai pensieri e momenti complicati.

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E in quest’ottica che si muove anche la Nazionale che come sempre diventa un mezzo “di unione di milioni di italiani”. Mancini fa richiamo alla spensieratezza dei ragazzini che cominciano a giocare a calcio ma anche alla responsabilità di rappresentare e onorare uno dei paesi che definisce tra i più forti e belli al mondo. E la chiosa finale è come un grido: “stringiamoci in un unico coro che unisce più di 60 milioni di italiani: FORZA AZZURRI!”.