Google dedica il doodle a Margherita Hack

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L’Italia è stata la terra natia di grandissimi personaggi che hanno scritto la storia di questo Paese: figure speciali, come Margherita Hack a cui Google ha dedicato oggi il suo doodle. Oggi avrebbe compiuto 99 anni.

(Google, doodle per celebrare Margherita Hack – @Google)

Margherita Hack è stata una delle figure più importanti della nostra nazione e della comunità scientifica internazionale. I suoi occhi osservavano lo spazio come pochi, per questo la Hack è stata una delle figure più rispettate, anche dai colleghi. Definirla solo un’astrofisica sarebbe forse riduttivo, perché nel corso della propria vita Margherita Hack, abbraccio anche battaglie lontane dal mondo accademico, come quelle per i diritti civili.

Nata a Firenze nel 1922, in una via che richiamava, come un cunicolo del destino, il proprio futuro – Via Cento stelle. La scienziata assistette, in giovane età, ad una delle pagine più buoi del nostro Paese, l’emanazione delle leggi razziali e la deportazione degli ebrei sotto il regime fascista, da lì un forte antifascismo che la contraddistinse per tutta la vita. Dopo una brevissima parentesi all’interno della Facoltà di Lettere, Margherita Hack si iscrisse alla Facoltà di Fisica, scelta inusuale per le ragazze di quell’epoca. Si laureò nel 1945 con una tesi sulle stelle.

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“L’astronomia ci ha insegnato che non siamo il centro dell’universo, come si è pensato a lungo e come qualcuno ci vuol far pensare anche oggi. Siamo solo un minuscolo pianeta attorno a una stella molto comune. Noi stessi, esseri intelligenti, siamo il risultato dell’evoluzione stellare, siamo fatti della materia degli astri” spiegava Margherita Hack – citando quelle stelle che sono state per quasi tutta una vita, redigendo testi e pubblicazioni che sarebbero poi diventati punti di riferimento per molti scienziati. Margherita Hack iniziò così a girare il mondo, presiedendo importanti studi, dopo esser diventata membro dell’Unione Astronomica Internazionale – da Parigi all’Olanda, fino ad arrivare a Berkeley, in California.

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Nel 1964 Margherita Hack vinse la cattedra come docente ordinario all’Università di Trieste, conseguentemente fu incaricata come direttrice dell’Osservatorio astronomico di Trieste, prima donna a ricoprire un simile ruolo in Italia. La ricercatrice portò l’osservatorio a diventare un punto di riferimento internazionale, per le attività di ricerca. Margherita Hack ha rappresentato anche un tipo di divulgazione extra-accademica unica – avvicinando a sé gli Italiani e non solo, per la capacità di parlare con un linguaggio universale e umile, aperto a tutti, soprattutto ai più piccoli, con una disponibilità spesso al di fuori del comune.