Morto Angelo Di Leo: la medicina piange l’oncologo di fama internazionale

0
265

L’oncologo Angelo Di Leo è morto in seguito a una malattia a 58 anni: il suo nome era noto a livello internazionale per le sue grandi conoscenze nell’ambito del tumore al seno.

morto angelo di leo
Angelo Di Leo (screenshot video)

Lutto nel mondo della medicina: l’oncologo palermitano Angelo Di Leo, uno dei più grandi esperti del carcinoma alla mammella, è morto a Prato all’età di 58 anni per una grave malattia. Noto anche in ambito internazionale, nel 2019 per la sua carriera dedicata alla ricerca e alla formazione dei giovani medici è stato il primo italiano a vincere l’Esmo Lifetime Achievement Award, il riconoscimento attribuito dalla Società Europea di Medicina Oncologica. Di Leo ha contribuito in modo determinante allo sviluppo di terapie personalizzate per il tumore al seno.

Tutti i suoi colleghi, nell’esprimere il proprio cordoglio, hanno sottolineato che la sua morte lascia un vuoto sia a livello umano che professionale. Angelo Di Leo viene ricordato non soltanto come un grande professionista, ma soprattutto come un fondamentale punto di riferimento per la ricerca in campo oncologico. Il dg della Asl, Paolo Morello Marchese, ha ricordato che era sempre “attento alla cura, alla ricerca e alla valorizzazione dei giovani collaboratori”.

Ti potrebbe interessare anche -> Tragedia in montagna: precipita nelle cascate dell’Acquafraggia e muore, ferito il compagno

La carriera di Angelo Di Leo

L’oncologo si era laureato nel 1988 all’Università di Palermo e specializzato in Oncologia medica a Pavia, per poi svolgere un tirocinio all’Istituto tumori di Milano e successivamente iniziare a lavorare all’estero. Aveva passato alcuni anni presso la divisione di Oncologia Medica dell’Istituto Jules Bordet di Bruxelles ed era poi arrivato a ricoprire la carica di direttore associato e direttore medico del gruppo di ricerca Breast.

Ti potrebbe interessare anche -> Stuprata e derubata una novantenne: il colpevole è un clandestino nigeriano

Il suo ritorno in Italia è avvenuto nel 2003, quando si era trasferito a Prato ricoprendo la carica di direttore del dipartimento oncologico dell’ospedale Santo Stefano. Recentemente era divenuto coordinatore dell’Azienda sanitaria per lo sviluppo di programmi per la ricerca clinica. Nel corso della sua prestigiosa carriera aveva instaurato numerose collaborazioni con Istituzioni nazionali e internazionali, facendo parte anche del comitato tecnico-scientifico dell’Associazione Italiana Ricerca Cancro e dell’Asco Grants Selection Committee.