Romana Petri, chi è la scrittrice romana: carriera e successi

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Romana Petri, è una scrittrice, traduttrice e insegnante di scuola superiore, oggi è proprietaria di una casa editrice, la donna elegante ama la semplicità e il quieto vivere.

Romana Petri, carriera e successi della scrittrice romana (Twitter)
Romana Petri, carriera e successi della scrittrice romana (Twitter)

Come narratrice travolge tutti con una scrittura romantica e al tempo stesso triste, ama il Portogallo e si sposta frequentemente tra Roma e Lisbona, lavora 7 giorni su 7 e non perde mai l’occasione di ritagliarsi del tempo per sé stessa.

Nasce a Roma, ottiene diversi premi come il Premio Mondello, il Rapallo Carige, il Grinzane Cavour e il Bottari Lattes, vanta anche un posto come finalista al Premio Strega per due edizioni.

Critica letteraria collabora con La Stamp, il Venerdì di Repubblica, il Corriere della Sera e il Messaggero. I suoi libri sono stati tradotti in Inghilterra, Francia, Stati Uniti, Spagna, Serbia, Olanda, Germania e Portogallo.

Le sue opere sono: Ovunque io sia, Alle Case Venie, Le serenate del Ciclone e Il mio Cane del Klondike. Il percorso di vita dei suoi personaggi si tramuta di generazione in generazione, con il romanzo “Ovunque io sia” racconta il percorso storico del Portogallo.

Il suo libro è ambientato in questo paese, dove racconta una storia vera accaduta nei tempi descritti nel libro a Lisbona.

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Romana Petri, ha sempre pensato che ogni scrittore quando ambienta una storia ne ha sempre altre in mente

L’amore e il dolore fanno parte del sentimento collettivo e soprattutto nei libri della scrittrice romana si evidenzia questo contrasto. La maternità nutre questi sentimenti in modo totalmente diverso e particolare.

In un paese difficile e doloroso come il Portogallo, il quale era oppresso da una dittatura che non sembrava avere fine, il dolore era uno dei sentimenti predominanti tra la gente.

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Non c’erano né i mezzi né i modi per vivere una vita piena e felice, soprattutto durante la maternità. La sua storia tragica, oggi potrebbe essere vissuta con altri mezzi.

Oggi nessun cittadino europeo sarebbe costretto a dare in affidamento un figlio allo Stato perché non è capace di mantenerlo, la frase che ogni madre vorrebbe poter dire ad ogni figlio prima di morire è proprio “Ovunque io sia”.