Prove di conflitto militare tra Taiwan e Cina

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La Cina lancia intimidazioni al governo taiwanese: il ministro degli esteri di Taiwan lancia l’allarme su una escalation del conflitto militare: “non possiamo correre rischi, dobbiamo essere preparati”, ha detto in una intervista esclusiva alla CNN Joseph Wu.

Anti-tank fortifications from previous conflicts line the shore along a beach on February 04, 2021 in Lieyu, an outlying island of Kinmen that is the closest point between Taiwan and China. The Chinese city of Xiamen, is seen in the background. Kinmen, an island in the Taiwan strait that is part of Taiwan’s territory, is so close to China that the deep-water port of Xiamen, one of China’s biggest, lies less than three miles away across the water. It is one of the few areas of Taiwan that mainland Chinese tourists can visit without visas or permits, and has deep ties with the adjacent Fujian province of China; locals have seen a boost to their incomes from Chinese tourism in pre-pandemic times. Wartime anti-tank barricades litter the beach and the island also features the Zhaishan tunnel, which Taiwanese forces still reserve the right to use in wartime and for military exercises. (Photo by An Rong Xu/Getty Images)

Il clima tra la Cina e l’Isola autogovernata di Taiwan ha, nelle ultime settimane, raggiunto un livello di tensione e un deterioramento dei rapporti sempre più incline al conflitto, sia  diplomatico che militare. Il fatto che la Cina abbia, nello scorso aprile portato avanti una azione di incursione di 28 caccia militari sulle zone di identificazione della difesa aerea (ADIZ) di Taiwan, ha senz’altro accelerato quel processo che potrebbe portare al conflitto miliare.

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Il ministro degli esteri di Taiwan ha spiegato alla CNN, che lo stato dovrà farsi trovare pronto per qualsiasi evenienza. Dall’intervista sono poi scaturite le risposte di Pechino che, da quando Joseph Wu ricopre la carica di ministro lo hanno etichettato come “irriducibile separatista”. La CNN ha raccontato come il portavoce dell’Ufficio cinese per gli affari di Taiwan ha ribadito che far cessare l’indipendenza di Taiwan è secondo la Cina un’azione “necessaria” per stabilire una relazione pacifica. Insomma, uno scontro da più parti che è stato storicamente sempre al centro delle agende della diplomazia e della geopolitica. Tra altri e bassi, sono stati diversi i tentativi di arrivare ad una soluzione condivisa, spesso con diversi concordati. Poi nel 2016, un nuovo deterioramento delle relazioni ebbe luogo dopo la vittoria del Partito Progressista Democratico nelle elezioni taiwanesi.

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Pechino rivendica ancora oggi la propria sovranità su Taiwan, anche se, mai vi fu un controllo del governo centrale sul territorio taiwanese. Il ministro degli esteri taiwanese ha parlato di una guerra ibrida da parte della Cina: attraverso campagne di disinformazione ma anche con l’intimidazione militare che, secondo Wu provocherebbe ansie alla popolazione taiwanese. La risposta della Cina è arrivata, definendo le accuse del ministro degli esteri “immaginarie”. La paura del governo democratico di Taiwan è quella che la guerra possa essere asimmetrica, poiché la Cina è dotata di risorse molto più ingenti rispetto a quelli dell’Isola di Taiwan – anche se, spiega il ministro degli esteri alla CNN, Taiwan si farà trovare pronta nel caso di un conflitto.