Lamborghini sostenibile: la decarbonizzazione al centro

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Oggi la sfida della tutela ambientale ha raggiunto certamente livelli mai sfiorati prima. Anche le case automobilistiche hanno avviato una transizione interna che sposterà gli equilibri sull’elettrico e, in altri casi, anche sull’idrogeno. Per ora però, a voler agguantare il primato per l’impegno a favore dell’ambiente è Lamborghini. La produzione di casa Sant’Agata Bolognese punta sempre di più alla fase produttiva ad emissioni zero. 

(Photo by Gareth Cattermole/Getty Images)

L’ambizione targata Lamborghini sembra ripagare. Dal 2009 la casa automobilistica italiana ha avviato un processo ambizioso di sostenibilità ambientale – l’azienda ha negli anni dato vita ad un progetto che pone la tutela ambientale al centro, anche e soprattutto nella filiera produttiva. Emissioni zero è la parola d’ordine che la casa automobilistica fondata da Ferruccio Lamborghini pone in primo piano e i risultati sembrano ripagare.

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Lamborghini pubblica ormai annualmente la propria dichiarazione ambientale, un report che racconta anche le azioni che la casa ha intrapreso in questi anni. Formulapassion ha sintetizzato i passaggi più importanti. Salta all’occhio il fatto che la casa automobilistica abbia fatto piantare, all’interno del Parco Lamborghini di Sant’Agata Bolognese, 10.000 querce – il parco ha permesso di immagazzinare grandi quantità di carbonio, riducendo così l’impatto della CO2 sull’ambiente. Lamborghini dispone anche di un grande impianto fotovoltaico di ben 14.600 metri quadri, attivo dal 2010 e che ha permesso alla casa di immettere meno 2000 tonnellate di CO2, secondo le stime, nel corso di ogni anno.

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Una delle opere di tutela e sostegno verso la biodiversità ha avuto invece luogo nel 2016 – da allora Lamborghini, ha avviato un biomonitoraggio a favore delle api – l’azienda ha fatto costruire un apiario che vanta una popolazione di quasi 600 mila api, le quali producono miele certificato e distribuito anche agli operai con il marchio Lamborghini. Lo stabilimento della casa, fiore all’occhiello dell’automobilistica italiana, può contare anche su un impianto di teleriscaldamento, fattore unico per un azienda del settore automobilistico: inoltre la casa madre del toro dorato può vantare una rete avanzata di recupero dei rifiuti speciali derivati dalla produzione. Niente da invidiare quindi alle case automobilistiche del mondo – con un ciclo che forse potrebbe rappresentare un modello internazionale di lotta ai cambiamenti climatici per le case produttrici di vetture.