Teresa Galeone, ha conquistato la stella Michelin grazie alla Cucina Italiana, il suo ristorante è diventato famoso dopo il suo esordio come chef.
La chef ha allenato le sue conoscenze a Carovigno, in provincia di Brindisi, senza maestri, senza scuola e senza tutorial è riuscita a crearsi un bagaglio culinario degno di nota.
Tramite le mamme e le nonne è riuscita a maturare un’esperienza culinaria degna di nota, il suo talento le ha consentito di scrivere la storia degli chef autodidatti, conquistando anche una stella Michelin.
La sua osteria “Già sotto l’arco” nasce come locale nei vicoli del centro storico di Carovigno, la famiglia Buongiorno faceva pasti per contadini in transito e uomini che cercavano un bicchiere di vino sfuso non trattato.
La chef diventa la moglie di Teodosio, figlio dei due osti, affiancherà sua suocera e sua cognata ai fornelli, il suo ruolo era prettamente “gregario” ma le piaceva moltissimo cucinare.
Voleva fare sempre del suo meglio, nonostante non avesse la possibilità di sperimentare liberamente. Nel 1987 diventa madre di Antonella, subito dopo chiese a suo marito di comprarle la rivista “La Cucina Italiana”, mentre cullava sua figlia studiava tutto quello che c’era scritto in quella rivista.
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La chef grazie alla rivista ha imparato a disossare e a sfilettare, non esagerava e provava tutte le ricette dalla prima all’ultima pagina. Tutte le preparazioni che richiedevano un food cost economico erano all’ordine del giorno.
La sua famiglia era il banco dei giudici, non si fermava mai e cercava di imparare sempre più preparazioni possibili. Con suo mario Tosio prenderanno le redini dell’osteria di famiglia e la sposteranno nel centro città, proprio in Piazza Vittorio Emanuele.
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Il loro ristorante sarà aperto tra le mura del palazzo settecentesco che prima ospitava il municipio, nel 1992 comincia la seconda vita dell’Osteria “Già sotto l’arco”, suo marito si occuperà della sala, mente lei sarà l’unica donna al comando della cucina, non aveva confini e tantissima libertà.
Leggeva, sbagliava e riprovava, la chef è riuscita a fare la storia della ristorazione pugliese senza nemmeno accorgersene, infatti trovava la narrazione e le descrizioni della Cucina Italiana molto semplici e lineari, seguendo tutto alla lettera era impossibile sbagliare per lei.
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