La morte di Raffaella Carrà ha sconvolto il mondo dello spettacolo e non solo: la malattia della regina della tv italiana.
L’annuncio è stato dato da Sergio Japino, il compagno di una vita, a metà pomeriggio del 5 luglio e ha lasciato tutti senza parole: Raffaella Carrà, la regina della televisione italiana, se n’è andata all’età di 78 anni. Una notizia che ha spiazzato tutti. Come le parole del regista televisivo: “E’ andata in un mondo migliore, dove la sua umanità, la sua inconfondibile risata e il suo straordinario talento risplenderanno per sempre”.
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Japino ha rivelato che Raffaella Carrà era malata da qualche tempo, una malattia che “aveva attaccato quel suo corpo così minuto eppure così pieno di straripante energia”. Ma aveva scelto la riservatezza la regina della televisione italiana, che nel 2019 per l’ultima volta aveva condotto una trasmissione televisiva nel nostro Paese, ‘A raccontare comincia tu’, un titolo che faceva il verso a uno dei suoi brani di maggior successo.
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Nella nota diffusa da Japino, dai familiari e dagli amici della Carrà si spiega di come la donna ha fatto si che “nulla trapelasse della sua profonda sofferenza”. Lo ha fatto per amore del suo pubblico, “affinché il suo personale calvario non avesse a turbare il luminoso ricordo di lei”, si legge ancora nella nota della famiglia. Non solo: Raffaella Carrà, nonostante la malattia, ha fatto delle richieste esplicite riguardo la sua sepoltura. Una tempra e una forza d’animo che dunque non l’hanno mai abbandonata, anche negli ultimi momenti della sua intensa vita.
Raffaella Carrà – viene spiegato – “ha chiesto una semplice bara di legno grezzo e un’urna per contenere le sue ceneri”. Non è chiaro ancora quando e come verranno celebrate le esequie. In molti, senza alcun dubbio, vorranno essere presenti per un ultimo affettuoso abbraccio alla regina della televisione italiana. In tantissimi, anche nell’ora dell’ultimo addio, si uniranno in un unico coro, per cantare i suoi brani – che resteranno immortali e fanno ormai parte della storia della musica, come lei fa parte della storia dell’Italia del dopoguerra.
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