L’allenatore della Spagna, Luis Enrique, qualche anno fa ha perso la sua figlia più piccola, Xana, morta all’età di 9 anni a causa di un tumore: la ferita del ct resta aperta.
Il 29 agosto 2021 saranno passati esattamente due anni dalla drammatica scomparsa di Xana, la figlia di Luis Enrique morta di cancro ad appena 9 anni. Una tristissima tragedia che nulla ha che fare con lo sport e che nessun genitore vorrebbe mai affrontare, una ferita che nemmeno il tempo riesce a guarire.
L’annuncio era arrivato nell’estate del 2019 dallo stesso allenatore spagnolo: “Ti ricorderemo per sempre con la speranza che un giorno ci rincontreremo – aveva scritto – sarai la stella che guiderà la nostra famiglia”. L’anno scorso, in occasione del triste anniversario, il ct della Spagna l’ha voluta ricordare con un tenero tweet caratterizzato da tre emoji, senza parole o foto: una stella al centro di due cuoricini.
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Per stare accanto alla sua piccola, Luis Enrique nel giugno del 2019 si era dimesso definitivamente dalla guida della Nazionale spagnola, lasciando la panchina al suo storico collaboratore, Robert Moreno. Il motivo dell’addio non fu però reso noto in maniera specifica fino alla notizia ufficiale della morte di Xana. La bambina, la più piccola dei tre figli dell’allenatore, per cinque mesi aveva lottato con un osteosarcoma, ossia un tumore alle ossa. Immediate le reazioni di cordoglio, non solo del mondo del calcio, dopo il drammatico annuncio.
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Nel periodo di stop di Luis Enrique, la “Roja” aveva nel frattempo proseguito il suo cammino per accedere a Euro 2020, riuscendo a conquistare con facilità la qualificazione alla fase a gironi. Una volta raggiunto l’obiettivo, la federazione di calcio spagnola ha proposto nuovamente l’incarico all’ex tecnico di Barcellona e Roma per la Nations League, il quale ha accettato di tornare in panchina. Adesso il commissario tecnico della Spagna è chiamato a vincere la semifinale degli Europei contro l’Italia: a tifare per lui dal cielo ci sarà come sempre la sua piccola stella Xana.
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