Madre di Matteo Renzi, Laura Bovoli, assolta al processo per concorso in bancarotta

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Viene assolta dal tribunale di Cuneo Laura Bovoli, madre di Renzi, imputata di aver aiutato la società gestita da Mirko Provenzano a ritardare il fallimento.

La madre di Matteo Renzi, Laura Bovoli, è stata assolta oggi, mercoledì 14 luglio, dal tribunale di Cuneo per l’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta documentale. L’indagine inizia quando l’impresa cuneese “Direkta srl“, amministrata da Mirko Provenzano, che forniva il servizio di diffusione di volantini per la pubblicità della grande distribuzione, nel 2014 fallisce.

La Bovoli era alla guida all’epoca della “Eventi6” di Rignano sull’Arno, società che riceveva gli appalti dalle grandi catene di supermercati e si affidava alla Direkta per la distribuzione, e quest’ultima a sua volta subappaltava la consegna dei dépliant ad un’altra cooperativa diretta da Giorgio Fossati.

Dunque il procedimento giudiziario parte da una denuncia di Fossati, che nel 2013 aveva nei confronti della società di volantinaggio Direkta crediti per 1 milione e 300mila euro. Per opporsi alle ingiunzioni di pagamento il direttore della Direkta aveva chiesto alla Eventi 6 di produrre delle note di credito in base alle quali si potessero imputare presunti disservizi alle cooperative con cui collaborava. In queste note quindi si imponeva loro il pagamento di penali, e così Provenzano poteva abbattere debiti accumulati con Fossati. Analoga richiesta era stata avanzata al direttore commerciale della Gest Espaces, Paolo Buono, un altro dei principali committenti di Direkta.

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Laura Bovoli al momento dei fatti era alla guida della Eventi6, e la Procura di Cuneo aveva imputato anche l’imprenditrice di aver collaborato con il titolare della Direkta, Mirko Provenzato, che aveva patteggiato precedentemente per bancarotta, nel falsare i conti della società cuneese.  Gli avvocati della madre del leader di Italia Viva, Stefano Bagnera e Dora Bisson, difensori di Bovoli e di un altro imputato, Paolo Buono, hanno chiarito che le lettere contestate dalla Procura non avevano avuto alcuna influenza sulla contabilità della Direkta e, quindi, sul fallimento. Dunque entrambi gli imputati sono stati assolti.