Sono 300 gli studenti italiani, vincitori di una vacanza studio organizzata dall’INPS, bloccati a Dubai: quasi 200 quelli risultati positivi al Covid
Un gruppo di 15 studenti italiani è bloccato in Grecia dopo che una ragazza ha mostrato i sintomi del Covid. Tutti sono stati sottoposti ai tamponi e in 5 sono risultati positivi. La comitiva di 18enni veneziani era sull’isola di Ios per festeggiare la maturità. Quando la compagna si è sentita male, si sono tutti messi in autoisolamento e hanno avvertito le rispettive famiglie denunciando il fatto che le autorità greche non abbiano ancora fornito loro informazioni e supporto. Tutti i ragazzi avevano fatto almeno una dose di vaccino.
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Restano bloccati a Dubai i circa 300 studenti italiani, partiti lo scorso 30 giugno e vincitori di una vacanza studio organizzata dall’Inps in collaborazione con Accademia Britannica, tour operator specializzato nel turismo studentesco. Gli 11 casi iniziali di contagio Covid sono vertiginosamente aumentati dopo i risultati del doppio tampone: attualmente i positivi sarebbero quasi 200. Non ci sarebbero casi gravi. Annullato il viaggio di ritorno programmato per l’altro ieri. I ragazzi sono assistiti da una speciale task force.
“Come dimostra la crescita di casi e ricoveri nel Regno Unito, “la variante Delta è molto contagiosa e temibilissima, quindi vacciniamo, vacciniamo e vacciniamo e introduciamo il Green pass per tutte le situazioni in cui c’è aggregazione”. Così Walter Ricciardi, consigliere del Ministro della Salute, Roberto Speranza. A proposito della revisione dei parametri per autorizzare il passaggio di colore anche solo in base al numero dei contagiati, “mi sembra un falso problema. Vaccinare e continuare col Green pass che limita circolazione dei non vaccinati”. Mentre per il rientro a scuola “dobbiamo agire adesso, con i fatti. Dobbiamo evitare gli errori dell’anno scorso e non mi pare che questo stia succedendo”, ha puntualizzato Ricciardi che poi ha indicato la propria “ricetta” per il ritorno in aula: “Bisogna rafforzare i trasporti e la protezione delle aule e vaccinare tutti gli insegnanti. E se ci sono persone che non vogliono e lavorano a contatto con i bambini al di sotto dei 12 anni, li si sposta in un’altra mansione, in segreteria o in biblioteca”.
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Intanto, “no al Green Pass alla francese ora che i contagi sono ancora bassi, è da valutare in prospettiva per i grandi eventi se le ospedalizzazioni aumenteranno”, ha ribadito Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute. Per Sileri è “giusto usare il Green Pass per stadi e discoteche, per i ristoranti direi di no a meno che non si arrivi a 30 mila casi al giorno. Il green pass è un’opportunità, non chiamiamolo alla francese, ma solo green pass: è lo strumento adatto da utilizzare per gli eventi a rischio assembramento”, ha precisato Sileri.
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