Attacchi hacker, il rischio: aumentati col Coronavirus

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Attacchi hacker, il lockdown ha aumentato i tentativi di furto dei criminali del web in tutte le piattaforme, la causa scatenante sembra sia stata la pandemia.

Attacchi Hacker, Bitdefender dichiara di aver trova una nuova minaccia malware (Getty Images)
Attacchi Hacker, Bitdefender dichiara di aver trova una nuova minaccia malware (Getty Images)

Con il Coronavirus si è visto un aumento esponenziale di furti ai danni della tecnologia, tra questi sono state anche diverse frodi online sugli e-commerce.

Durante l’Aprile del 2020, Brad Smith l’esponente di Microsoft ha dichiarato che in due mesi è avvenuta una trasformazione digitale che sarebbe stata possibile in due anni.

Allentando le restrizioni, forse le innovazioni tecnologiche potranno arrestarsi, questo è il caso dell’Inghilterra la quale è stata uno dei primi stati ad allentare la presa.

Lisa Forte, della Red Goat Cyber Security ha affermato che c’è stato l’elemento di desensibilizzazione il quale ha scaturito una sorta di insensibilità per quanto riguarda i cyber criminali.

Questo è stato un fattore rischioso soprattutto per quanto riguarda la scansione dei QR code o l’accesso a link innocenti tramite sms sui cellulari dei malcapitati.

La tecnologia con l’allentamento delle restrizioni viene utilizzata in modo casuale, ma durante il primo lockdown ad Aprile 2020 è stato l’unico periodo storico dove ci è stato imposto di utilizzare la tecnologia giornalmente.

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Attacchi hacker, uno degli ultimi malware in circolazione è Diicot Brute su Linux

Alcuni cyber criminali stanno utilizzando negli ultimi mesi un SSH brute-forcer rinominato “Diicot Brute”, questo software nasce in Romania ed è mirato a scovare la password deboli su Linux.

Lo scopo del software è quello di distribuire un malware per riuscire ad ottenere la cripto valuta Monero, questo progetto potrebbe essere studiato su larga scala con diverse fasi d’implementazione.

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I ricercatori e gli investigatori del web hanno identificato il gruppo a due reti malevole DDoS come la DemonBot e un bot IRC rinominato Perl che riesce a smistare il traffico in entrata.

Questa non è la prima volta che un malware viene utilizzato per scovare le password deboli dei dispositivi, alcuni utenti lasciando le credenziali predefinite al momento della registrazione, facilitano il lavoro dei cyber criminali.

Secondo i ricercatori di Bitdefender le incursioni del Diicot Brute sono cominciate a Gennaio, tutti gli indirizzi IP fanno parte di un sistema molto piccolo e delimitato, a quanto pare i cyber criminali non sono riusciti ancora ad infettare i sistemi informatici di larga scala.