Francesca Pascale contro la Chiesa: la decisione dell’ex di Berlusconi

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Francesca Pascale, ex compagna del leader di Forza Italia, punta il dito contro la presa di posizione della Chiesa sul ddl Zan: “Mi ha deluso”. Adesso è pronta a una drastica scelta.

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Francesca Pascale (Instagram)

Francesca Pascale è da tempo impegnata nella lotta per i diritti civili e ha così deciso di schierarsi nettamente a favore del tanto discusso ddl Zan. L’ex compagna di Silvio Berlusconi in un’intervista a Repubblica ha spiegato di essere contraria all’intrusione del Vaticano, che un mese fa si è appellato al Concordato. “Una Chiesa che discrimina gli omosessuali e che fa ingerenza politica sul ddl Zan mi ha deluso”, ha precisato.

In merito al mancato appoggio del Cavaliere sulla questione, Francesca Pascale si è detta stupita, ricordando di averlo avuto sempre al suo fianco in passato nelle battaglie per i diritti civili. “Berlusconi è arrabbiato con me per la mia posizione e perché vado ai Pride – ha rivelato – mi chiede il perché e io gli rispondo: perché ci credo”. Secondo la sostenitrice del ddl Zan, almeno la metà dell’elettorato di Forza Italia la pensa come lei.

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Il suo auspicio è che il decreto legge venga subito approvato all’unanimità e senza distinzioni di partito, “perché non si possono avere colori politici sui diritti umani”. Per questo motivo Francesca Pascale non si spiega la presa di posizione della Chiesa: conseguentemente, ha preso la drastica decisione di sbattezzarsi.

Francesca Pascale contro le discriminazioni della Chiesa: “Pronta a sbattezzarmi”

L’ex compagna di Silvio Berlusconi ha spiegato a Repubblica di aver già iniziato le pratiche per lo sbattezzo, specificando tuttavia di continuare a restare una credente. Secondo Pascale l’intervento del Vaticano ha un peso significativo nel Paese e un segmento della politica lo utilizza in modo strumentale come alibi.

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“Accanto alla Chiesa apostolica c’è un’altra parte che si divide tra omofobia e silenzio sulla pedofilia”, ha poi sottolineato, evidenziando ancora una volta di non essere a favore delle discriminazioni. Come spiegato, la sua scelta di sbattezzarsi è un atto “nei confronti di quella Chiesa che dimentica il Vangelo e che fa ingerenza politica”. A detta di Francesca Pascale, se il Vaticano non vuole perdere fedeli deve intraprendere “una rivoluzione”.