La Cina si sente “demonizzata” dagli Usa

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I rapporti tra la Cina e gli Stati Uniti continuano a essere tesi, una corda ancor più tesa da quando le ipotesi di una fuga da un laboratorio a Wuhan del virus Covid-19 ha spinto gli Usa a indagare sulle responsabilità della Cina. Adesso però lo scontro si sposta ancor di più sulla diplomazia, con Pechino che chiede agli Stati Uniti di non essere “demonizzata”.

A Chinese man adjusts a Chinese flag before Chinese Foreign Minister Yang Jiechi and US Secretary of State Hillary Clinton’s press conference at the Great Hall of the People in Beijing on September 5, 2012. (Photo by Feng Li/Getty Images)

L’approccio della Cina da parte degli Usa è quella verso un “nemico immaginario” ha detto il vice ministro degli Esteri cinese Xie Feng durante l’incontro con la vice segretario di Stato americano Wendy Sherman – a riferirlo è la CNN, riportando la dichiarazione emessa dallo stesso ministero degli Esteri cinese. Consapevoli i due Stati dei rapporti deteriorati, la dichiarazione è arrivata prima dello stesso incontro, considerato dagli Stati Uniti, un reale passo per “gestire responsabilmente le relazioni”.

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Nelle affermazioni de parte del ministro degli Esteri cinese è racchiusa la semplice frase che stabilisce come i tentativi di dialogo tra le due sponde sia pesantemente compromessa – difatti, la stessa Xie Feng, ha dichiarato che la Cina si sente demonizzata da parte degli Stati Uniti e che questa sia una tattica per sopprimerla: spiegando che gli Usa cercano cooperazione quando vogliono ottenere qualcosa. Inoltre il ministero cinese indica come gli Stati Uniti siano una superpotenza non adatta a dare “lezioni di democrazia e diritti umani” – riportando gli esempi della soppressione dei nativi americani e le operazioni militari degli Usa.

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I rapporti tesi sono evidenti, basti pensare al primo vertice nel marzo scorso tra Cina e Usa nell’era Biden, quando al centro del confronto c’era l’Alaska. In quel caso i toni erano apparsi fin da subito duri davanti alle telecamere di tutto il mondo: accuse e minacce avevano tenuto banco tra le due parti e, ad uscirne con zero danni non era stata nessuna delle due sponde. Oggi i rapporti proseguono tra sanzioni e dialoghi pungenti, dall’una e dall’altra parte, soprattutto dopo le recenti spedizioni di funzionari da parte degli Stati Uniti per verificare le responsabilità della Cina sulla diffusione della Covid-19. Uno scontro che si basa ormai anche sull’avanzata tecnologia e sulle accuse da parte degli Usa, ma anche  viceversa per gli attacchi hacker.