Augusto Daolio, ex cantante dei Nomadi: la carriera, ecco come è morto

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Augusto Daolio è stato l’indimenticabile cofondatore e cantante della band: dopo la scomparsa tanti colleghi lo hanno ricordato e omaggiato

Augusto Daolio
Augusto Daolio (foto Facebook)

Come molte band musicali i Nomadi (tra le più longeve sul panorama artistico italiano, fondata nel 1963) nel proprio percorso hanno visto l’ingresso di nuovi membri così come l’uscita di altri e i componenti che siamo abituati a vedere oggi forse non c’erano nei decenni precedenti. Le ultime generazioni, infatti, non hanno mai visto sul palco con loro Augusto Daolio.

Io vagabondo, forse la canzone simbolo del gruppo, è del 1972 e fu scritta da lui, cofondatore del gruppo insieme a Beppe Carletti. Daolio morì a soli 45 anni nel 1992 lasciando in eredità a tutto il gruppo e alla musica italiana la sua voce e soprattutto i suoi testi, carichi anche di politica come era caratteristico quegli anni.

Il primo album della band è datato 1967, Per quando noi non ci saremo, e il secondo, I Nomadi, comprende anche Canzone per un’amica. Il brano è di Francesco Guccini ma Daolio lo amava così tanto che lo volle incidere anche lui e inserirlo nell’album. Guccini lo scrisse per il suo primo lavoro, Folk beat n. 1., e fu messo nell’album all’ultimo minuto, quando seppe della morte di una sua cara amica, Silvana Fontana, avvenuta in autostrada.

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Augusto Daolio, tanti omaggi dopo la sua morte

Augusto Daolio
Foto Facebook

Augusto Daolio, nato a Novellare nel 1947, è morto nell’ottobre del 1992 a causa di un tumore al polmone. Secondo molti le sue condizioni peggiorarono a maggio quando seppe della morte del suo amico e bassista del gruppo fin dal 1984 Dante Pergreffi.

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Oltre all’istituzione di un premio in suo onore sono stanti gli artisti italiani che l’hanno omaggiato dedicandogli delle canzoni. Nel 1993 i Litfiba scrissere Sotto il vulcano, nel ’95 gli stessi Nomadi Ricordati, brano dell’album Lungo le vie del vento. Zucchero nel 1999 con Arcord lo omaggiò inserendo una parte de Canzone della bambina portoghese cantata da Daolio nel 1974.