Marco Di Muro: che fine ha fatto l’assassino di Federica Mangiapelo

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Condannato in Cassazione qualche anno fa, il giovane Marco Di Muro: che fine ha fatto l’assassino di Federica Mangiapelo.

Aveva 16 anni quando è morta Federica Mangiapelo: il suo corpo fu trovato all’alba del 1° novembre 2012 sulla riva del lago di Bracciano. Si pensò a un incidente, forse la ragazza aveva bevuto troppo ed era annegata. Successivamente, emerse la verità terribile ovvero che a ucciderla era stato il suo fidanzato, Marco Di Muro. La coppia aveva un rapporto difficile, lui era estremamente possessivo.

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Nel dicembre 2017, la condanna per il giovane è diventata definitiva, infatti la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dai legali dell’imputato. Ma la condanna per il giovane è sempre stata contestata dai familiari di Federica Mangiapelo, che l’hanno sempre ritenuta non congrua. Del caso si occupa la trasmissione ‘Terzo Indizio’, in onda su Retequattro.

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Che fa oggi Marco Di Muro, il giovane che ha ucciso la fidanzata Federica Mangiapelo

Marco Di Muro, che è stato fermo nella sua ricostruzione tesa a rivendicare la propria innocenza, sta scontando 14 anni dopo la sentenza della Corte d’Appello, confermata appunto nel terzo grado di giudizio e passata in giudicato. In primo grado, era stato condannato a 18 anni. Stando alla ricostruzione, l’avrebbe spinta in acqua al culmine di una lite e contro di lui ci sarebbe anche la sabbia trovata nelle sue scarpe.

Lo scorso anno, ad alimentare la rabbia dei genitori per una sentenza considerata lieve, arrivò la notizia che Marco Di Muro, in base alle norme di contenimento Covid, potesse uscire dal carcere e finire ai domiciliari. il padre di Federica, Luigi Mangiapelo, rigettò questa ipotesi: “Siamo noi genitori di figli ammazzati che stiamo scontando l’ergastolo al posto degli assassini. Ribadisco la mia contrarietà alla proposta del legale di Di Muro. Non si è mai pentito è giusto che rimanga in carcere”. Quindi parlò di condanna “ridicola”, rispetto ai 14 anni di carcere comminati.