Diletta Leotta e le donne lampadario: “Come un film di Fellini”

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Diletta Leotta ancora nel bufera per le ragazze presenti alla festa dei trent’anni: il fratello spiega perché c’era quella scenografia

Diletta Leotta
Il 30esimo compleanno di Diletta Leotta (foto Facebook)

Per la festa dei trent’anni di Diletta Leotta a far notizia non è stata solo l’assenza del fidanzato Can Yaman ma anche la presenza di hostess vestite la lampadario. Se il gossip da settimane parla del probabile addio tra l’inviata di Dazn e l’attore turco, dalla notte della festa l’attenzione si è spostata sulle ragazze a bordo piscina vestite in quel modo che hanno creato solo polemiche.

A difesa della Leotta è sceso in campo il fratello. Non si capacita delle polemiche Mirko Manola: “Il balletto delle ragazze con il copricapo a forma di abat-jour – ha scritto su Instagram –  faceva parte di una coreografia”.

Aggiunge che la decisione di avere delle ballerine con in testa un paralume non è stata una decisione della festeggiata ma dell’agenzia che si è occupata dell’evento e che quella era solo una performance della serata e che se ne sono svolte anche altre con dei ballerini uomini.

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Polemiche festa Diletta Leotta, cos’ha detto il responsabile dell’agenzia

Foto Instagram

Una serata d’atmosfera felliniana” ha invece detto al Corriere della Sera Luca Melilli, il responsabile dell’agenzia che ha organizzato l’evento “Parola d’ordine era stupire. Facendo leva sull’effetto shining” e lo stupore c’è stato tanto che le polemiche hanno trovato molto spazio sui social e le questione è stata in tendenza su Twitter. Intendeva creare una “dimensione vagamente onirica”, come in un film di Federico pFellini, ha detto al giornale.

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Contro di lei la maggior parte dei commenti negativi sono state di donne e si sono ricordate del suo monologo al Festival di Sanremo sulla bellezze femminile. A molti è sembrato contraddittorio quanto detto sul palco dell’Ariston con quanto successo durante la festa. “La bellezza capita, non è un merito. Certo, è un vantaggio“, disse, ammettendo senza ipocrisie che per lei non è stato un elemento secondario.