Bebe Vio, il dramma e la malattia: “Volevo suicidarmi”

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Bebe Vio rappresenta la voglia di vivere ma non è stato facile diventare il simbolo del coraggio e della forza che vince sulle avversità

Bebe Vio
Bebe Vio (Getty Images)

Anche i più forti hanno le debolezze e cadono, ma proprio perché si rialzano si fortificano e diventano rocce a cui aggrapparsi. Quando a undici anni è stata colpita da meningite fulminante, Bebe Vio non sapeva ancora cose fosse la vita, ma voleva comunque lasciarla.

‘Perché a me’, continuava a ripete: le amputazioni dei quattro arti, gambe e avambracci, le sofferenze dopo i mesi a combattere la tra la vita e la morte. Poi la frase che è diventata il suo slogan: “La vita è una figata“, presa dal padre che le faceva le medicazioni a casa. Non c’era la morfina e il dolore era atroce e voleva farla finita.

A Che tempo che fa da Fabio Fazio rivelò che al padre disse che voleva togliersi la vita lanciandosi dal letto. Ne aveva uno di tipo americano quindi alto, ma ovviamente insufficiente per un gesto del genere. L’ironia l’ha presa proprio dal genitore che le disse che se voleva farlo l’avrebbe accompagnata alla finestra perché vivono al secondo piano.

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Bebe Vio simbolo di speranza: la luce dopo il tunnel

Bebe Vio
Bebe Vio (Getty Images)

La famosa frase detta dal padre è quel punto per Bebe fu illuminante, anche perché si rese conto che la parte più difficile era passata e che ora la vita, oltre a essere una figata, era anche in discesa.

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E così è stato, ma anche per scendere correttamente bisogna essere attenti e fare sforzi: e così è diventata campionessa alle paralimpiadi, è stata alla Casa Bianca dove ha fatto un selfie con l’ex presidente Barak Obama ma soprattutto è un punto di riferimento per tanti. A Tokyo domani per i Giochi Paraolimpici sarà la portabandiera, cosa che già fa tutti i giorni portando avanti l’esempio del coraggio e della positività.