Rosa Di Fiore: chi è la donna, prima mafiosa e poi pentita

0
166

Rosa Di Fiore ha svelato trame mostruose della mala pugliese del Gargano e di omicidi con i volti mangiati delle vittime

Da decenni abbiamo imparato che per combattere le mafie bisogna conoscerle e che nessuno ha visto e sentito i movimenti e le puzze dei mostri della mala meglio dei pentiti. Collaboratori di giustizia, infami, hanno vari appellativi e quest’ultimo, dal punto di vista mafioso, vale ancora di più se a svuotare il sacco è chi apparteneva a quella famiglia che oltre a condividerne mentalità e nomi, ha anche il sangue.

Rientra tra queste storie quella di Rosa Di Fiore che ha svelato con particolari dettagli alcuni aspetti della mafia foggiana. E l’ha potuto fare più di tante altre donne perché ha avuto figli con più di un boss, per di più rivali tra loro. Ovviamente in questo mondo essere rivale significa rischiare di morire ammazzato anche brutalmente, con la faccia mangiata.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Denise Pipitone, ipotesi Meluzzi: ci sarebbe lo zampino della mafia

Proveniente da una famiglia certamente non mafiosa, Rosa Di Fiore in gioventù si fidanza e si sposa con Pietro Tarantino con il quale ha tre figli. Poi si innamora di Matteo Ciaravella, altro nome potente del Gargano, scappa con lui e gli dà un figlio. I quattro ragazzi per ‘natura’ tutta mafiosa dovrebbero odiarsi e scannarsi com’è tradizione nelle loro famiglie e invece sono fratelli.

I racconti del boss a Rosa Di Fiore: “Me l’è magnat tutta la faccia”

Marzo 2004, arriva la svolta: Rosa Di Fiore capisce che per sottrarre i figli a un destino purtroppo segnato non deve stare né con un clan né con un altro, ma con lo Stato e così decide di parlare con i giudici. Comincia a raccontare di omicidi, mandanti ed esecutori.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Coppia contagiata in India per adozione, il marito è morto di covid

Delitti efferati e bestiali, come quello di Carmine Tarantino, ex cognato della Di Fiore, ucciso dal secondo compagno di lei, Matteo Ciaravella. Era il 5 dicembre 2002 e dopo aver sparato in faccia mangiò il volto. La Di Fiore riporto ai giudici le parole dette da lui: “me l’è magnat tutta la faccia. Lo sai che ho fatto? mi sono leccato il sangue suo, dopo“. Una faccia oggi non ce l’ha neanche più la stessa pentita perché il suo volto è stato nascosto. La donna da anni con i figli vive sotto protezione delle forze dell’ordine, in una località segreta.