Lee “Scratch” Perry è morto: addio alla leggenda del dub

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Un nuovo grave lutto ha colpito il mondo della musica, Lee “Scratch” Perry è morto: addio alla leggenda del dub.

(Paul Kane/Getty Images)

L’artista reggae, produttore e pioniere del dub Lee “Scratch” Perry è morto a 85 anni. Perry è morto domenica al Noel Holmes Hospital, a Lucea, in Giamaica, secondo quanto riportato dal Jamaica Observer. Andrew Holness, primo ministro della Giamaica, ha condiviso la notizia, porgendo le proprie condoglianze ai familiari del grande artista che ha reso popolare la musica reggae nel mondo, insieme a Bob Marley, Peter Tosh e Bunny Wailer, per citarne alcuni.

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“Le mie profonde condoglianze alla famiglia, agli amici e ai fan del leggendario produttore discografico e cantante, Rainford Hugh Perry OD, affettuosamente conosciuto come “Lee Scratch” Perry”, ha detto il politico in una serie di tweet. Il premier giamaicano ha ricordato: “Perry è stato un pioniere nello sviluppo della musica dub negli anni ’70 con la sua prima adozione di effetti in studio per creare nuovi strumentali di tracce reggae esistenti”.

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Chi era Lee “Scratch” Perry, leggendario artista giamaicano

(Karl Walter/Getty Images for Coachella)

Il leggendario artista giamaicano ha collaborato nel corso della sua lunghissima carriera con Bob Marley e i Wailers, i Congo, Adrian Sherwood, i Beastie Boys e molti altri. In questo modo, è riuscito a far penetrare la dub music anche in altri generi musicali. La sua collaborazione con King Tubby ha contribuito ad accrescerne la fama. Lee “Scratch” Perry, nato nel 1936, ha iniziato la sua carriera musicale in studio tra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60. Con la sua band, The Upsetters ha cambiato la musica reggae e ha poi fondato la sua etichetta discografica Upsetters.

Ha pubblicato album come Lee “Scratch” Perry & The Upsetters, tra cui Cloak & Dagger del 1972, Blackboard Jungle Dub del 1973 e Super Ape nel 1976. Fu lui a spingere Bob Marley verso il reggae, come ha raccontato in un’intervista: “Lavorava con un produttore che voleva che fosse come Otis Redding”. Forte il legame anche con Paul McCartney e fu l’artista giamaicano a scrivere una lettera a sostegno dell’ex Beatle quando questi venne trovato in possesso in Giappone di circa due etti di cannabis. Nel corso della sua carriera, è stato nominato per cinque Grammy, vincendone uno come Best Reggae Album per Jamaican E.T. nel 2003. Non si è mai ritirato dalle scene e a novembre prossimo avrebbe dovuto esibirsi a Londra.