Federico Bassani, chi è l’atleta paralimpico a Tokyo 2020

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Federico Bassani, nasce nel 1996 a Roma, purtroppo all’età di 5 anni perde la vista, ma in lui crescer la voglia di combattere e vincere.

Federico Bassani, chi è il nuotatore non vedente che partecipa a Tokyo 2020 (Foto dal web)
Federico Bassani, chi è il nuotatore non vedente che partecipa a Tokyo 2020 (Foto dal web)

A Marzo dello scorso anno si laurea in Ingegneria Clinica, per poi giocar a baseball e nuotare nello stile rana, il suo motto è fare tutto ciò che ci fa stare bene.

L’atleta azzurro si allena tutti i giorni, la mattina è in palestra, mentre nel pomeriggi osi allena in vasca, si allena con il Circolo Canottieri Aniene di Roma, lo stesso club di Federica Pellegrini.

Alcune volte si allena anche Centro Paralimpico Tre Fontane, proprio vicino al Centro Sportivo dove si allena di frequente la AS Roma primavera. Tra i premi nazionali vinti di recente ci sono un argento nei 50 stile, un oro nei 100 stile e un altro oro nei 100 rana.

Inoltre detiene il record italiano dei 50 stile e dei 100 rana, ha collezionato  due quarti posti agli europei di Dublino nel 2018, e per pochissimi decimi non è riuscito a conquistare una qualificazione nei campionati del mondo.

Porta con sé un tatuaggio che ha fatto con un suo amico, è ispirato alla serie di libri Shadowhunters.

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Federico Bassani, detiene il record italiano nei 50 stile e nei 100 rana

I protagonisti della serie di libri hanno marchiato su sé stessi il simbolo che significain due possono vincere tutto. Se fosse stato convocato alle paralimpiadi, allora avrebbe tatuato su sé stesso i 5 cerchi olimpici.

Un non vedente come lui nel nuoto ha trovato molta integrazione, proprio perché le staffette sono miste tra maschi e femmine, non vedenti e ipovedenti.

Da piccolo quando voleva giocare a baseball, sua madre glielo proibì propri per la sua cecità, ma un giorno dopo suo padre ricevette una mail con l’invito a provare con suo figlio il baseball per ciechi.

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L’atleta azzurro tutt’ora gioca a baseball, suo padre gli faceva d’assistente, nonostante giocasse nella squadra della Roma, l’atleta cercava di indossare sempre qualcosa della Lazio.

Ama lo stile di Caparezza e la sua musica, il suo modo di fare musica politica ha sempre attratto il nuotatore azzurro. La canzone “Devi fare ciò che ti fa stare bene” giunse in un momento difficile della sua vita, dove ha dovuto prendere delle scelte difficili tra il nuoto, l’agonismo l’Università e molti altri progetti in ballo, i quali sono rimasti ancora tutt’oggi irrealizzati.