Jean Pierre Adams, il calciatore muore dopo 39 anni di coma

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Jean Pierre Adams, un ex calciatore che è entrato in coma nel 1982 a causa di un’operazione al ginocchio, è morto all’età di 73 anni, questo è quanto dichiarato dai club Nimes Olympique e il Paris Saint-Germain.

Jean Pierre Adams, il calciatore è deceduto dopo 39 anni di coma (Foto dal web)
Jean Pierre Adams, il calciatore è deceduto dopo 39 anni di coma (Foto dal web)

Il difensore cominciò la sua carriera nel Fontainebleu, dove aiutò la squadra locale a vincere il campionato amatoriale, prima di trasferirsi al Nimes per firmare con la città in prima divisione.

Nei primi due anni al Nimes, il calciatore venne convocato in nazionale francese, fu il primo giocatore nero a giocare nella nazionale francese. Il suo ruolo di difensore centrale gli conferì il soprannome di “Garde Noire” ovvero guardia nera, accanto a Marius Trèsor.

La società Nimes ha dichiarato su Twitter di essere molto dispiaciuti per la sua dipartita, il difensore aveva indossato per ben 84 volte i colori del Nimes Olympique, con Marius Trèsor si conquistò il soprannome di Guardia Nera.

Il difensore è nato in Senegal, per poi giocare circa 9 stagioni nella divisione di spicco francese, per poi esser corteggiato nuovamente dal Nice e dal Paris Sain-Germain.

Mercoledì 17 Marzo del 1982, il difensore andò in ospedale per una operazione chirurgica di routine dopo aver danneggiato il suo ginocchio.

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Jean Pierre Adams, una tragedia annunciata che si poteva evitare ponendo la giusta attenzione

Quando il difensore si affidò all’ospedale purtroppo lo staff era al minimo e non c’erano persone competenti che avrebbero potuto assisterlo. L’anestesista che gli venne assegnata, stava seguendo otto pazienti, uno dopo l’altro come se fossero dei numeri.

Sua moglie Bernadette, la quale si è presa cura del difensore, dichiarò alla CNN durante il 2016 che suo marito era supervisionato da una tirocinante specializzanda, la quale stava anche ripetendo l’anno di formazione.

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L’ospedale era a corto di dottori e infermiere, inoltre c’erano più otto pazienti ammassati l’uno sull’altro in due stanze separate, qualcuno avrebbe dovuto avvisarla del ritardo per tutte le operazioni.

Il difensore venne intubati in maniera grossolana e sbagliata, il tubo bloccava i polmoni anziché ventilarli, questo significa che l’uomo non riusciva a respirare ossigeno, per poi avere un arresto cardiaco repentino.