Eitan, la zia è in Israele per riportarlo a casa: c’è un terzo indagato

0
96

Eitan, la missione di Biran-Birko mentre la Procura continua a indagare e iscrive nel registro anche un’altra persona

Eitan (foto Facebook)

Si allarga l’inchiesta della Procura di Pavia che accusa di sequestro di persona Shmuel Peleg e sua moglie, nonni di Eitan, l’unico sopravvissuto nel strage del Mottarone. Lo scorso 11 settembre il nonno era andato a prendere il bambino di 4 anni e entro le 18.30 lo avrebbe dovuto riportare a casa a Travacò Siccomario, dalla zia paterna, affidataria del minore.

Ma il 56enne è andato prima in Svizzera e da lì con un volo privato a Tel Aviv. Come riporta Repubblica il terzo indagato è la persona che ha accompagnato nonno e nipote nel paese elvetico. La zia, invece, si trova ora in Israele “Per riportare Eitan a casa sua in modo pacifico e senza ritardi”, ha detto questa mattina ai giornalista fuori la propria abitazione Or Nirko, marito della donna affidataria e dunque zio del bambino. La moglie in Israele è andata accompagnata da funzionati diplomatici.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Fermato il 18enne che ha accoltellato un coetaneo

Eitan, chi è il terzo indagato

Eitan
Shmuel Peleg, il nonno di Eitan (screen YouTube)

Intanto c’è maggiore attenzione sull’autista che ha portato Shmuel Peleg in Svizzera: si tratta di un connazionale israeliano, forse la stessa persona che il giorno precedente aveva fittato un’auto a Malpensa, una Golf blu, la stessa fermata dalla polizia in Svizzera. Giunti a Lugano i tre sono stati fermati per un controllo prima di prendere il volo privato.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> “Lesiva dell’onore”, Berlusconi rifiuta la perizia psichiatrica al processo Ruby Ter: il vero motivo

Non si conoscono i tempi e quando la dottoressa Biran-Birko possa tornare in Italia anche perché deve prima osservare un periodo di isolamento come impongono le regole anti-Covid. È stato lanciato un appello affinché il bambino posso tornare per riprendere gli studi di prima elementare e le terapie. La famiglia ha anche chiesto ai media di non pubblicare le foto con il volto scoperto del bambino.