Silvia Rossetto: assolta dopo aver accoltellato il compagno nel 2018

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È stata assolta Silvia Rossetto, processata dopo aver avere ucciso il compagno nel 2018 durante un litigio a Nichelino (Torino). Il compagno le aveva puntato un coltello alla gola e lei lo aveva ucciso con un altro coltello preso da un mobile in cucina.

Getty Images

Silvia Rossetto è stata processata per l’uccisione del compagno, Giuseppe Marcon, il 2 settembre 2018. I due vivevano una relazione violenta e, durante l’ennesimo litigio, Marcon le aveva puntato un coltello alla gola. Rossetto, a sua volta, ne aveva estratto uno da un mobile in cucina, togliendoli la vita. Ieri la donna è stata assolta.

Silvia Rossetto: assolta per legittima difesa

Tribunale Asti
Wikipedia Commons

Sia l’imputata Rossetto che il compagno Marcon soffrivano di disturbi psicologici: i due si erano conosciuti nel 2007, mentre erano ricoverati nella medesima comunità. In seguito era iniziata la loro relazione, con episodi di violenza fisica e verbale.

Rossetto e Marcon vivevano insieme in un appartamento a Nichelino (Torino) e, quello del 2 settembre 2018, è stato il loro ultimo scontro: un lungo litigio inizio durante la mattina, con una pausa nel corso della giornata, poi ricominciato dopo che Marcon aveva iniziato a bere –  infatti il tasso alcolemico dell’uomo rilevato dall’autopsia era 1,3 grammi/litro – diventando ancora più aggressivo a causa dell’alcol. Alle ore 18.27 la madre di Rossetto chiamò i carabinieri, dopo aver telefonato alla figlia e aver sentito lui imprecare e lei chiedere aiuto.

Silvia Rossetto, quel giorno, ha ucciso il compagno accoltellandolo: l’uomo le aveva puntato un altro coltello alla gola prima del momento fatale.

Durante le indagini, il racconto di Rossetto era stato poco coerente e, perciò, la procura aveva fatto ricorso per eccesso colposo. La donna è stata in carcere fino alla prima assoluzione.

Dopo poco più di un anno dall’arresto, Rossetto era stata assolta dal giudice Stefano Vitelli per l’udienza preliminare del tribunale di Torino, che aveva dichiarato la legittima difesa. Il PM Enzo Buccarelli, d’altra parte, aveva chiesto 9 anni e sei mesi di reclusione. La donna era stata scarcerata e ieri, 22 settembre 2021, si è tenuta la nuova sentenza.

Nonostante la procura avesse chiesto la sentenza di primo grado per eccesso colposo di difesa, la corte di Assise (Torino) non ha accettato tale richiesta, dando ragione all’avvocato difensore Sergio Bersano, che aveva spiegato come fosse impossibile per Rossetto “valutare che forse il compagno non avrebbe affondato la lama”, uccidendola.
Così, Silvia Rossetto – 50 anni – è stata assolta in appello per legittima difesa.