Gazebo, meteora della musica: chi è Paul Mazzolini, il successo e l’oblio

Gazebo, Paul Mazzolini si è definito più volte un chitarrista fallito e un cantante per caso, tutto lo conoscono con il suo nome d’arte.

Gazebo, chi la meteora Paul Mazzolini chitarrista e cantante (Getty Images)
Gazebo, chi la meteora Paul Mazzolini chitarrista e cantante (Getty Images)

Una delle star italiane che ha avuto maggior successo durante gli anni ’80, grazie alle hit Masterpiece e I Like Chopin, l’anno scorso ha pubblicato “Coronaversion” per ringraziare tutti gli operatori sanitari e i medici che hanno combattuto in prima linea l’emergenza sanitaria Covid-19.

Inoltre ha partecipato ad un progetto molto importante legato a Giovanni Battista Belzoni, scrivendo un album con Banda Belzoni e un EP “En Voyage”.

Durante gli anni ’70 si cercava la versione migliore del “punk-rock”, si cercava di mescolare le carte per riuscire ad avere un risultato degno di nota. Da quel mix di generi è nata la new wave, la new romantic inglese e le atmosfere melodiche italiane che hanno avuto successo durante gli anni a venire.

Ci fu anche la nascita del singolo Masterpiece, il quale rese famoso Paul Mazzolini spronandogli la strada del successo. Il singolo nacque come una produzione indipendente, per poi diventare un successo in tutto il mondo.

Il cantante e chitarrista passò un certo periodo a Londra, stava coltivando la new wave e voleva creare un pezzo che si ispirasse a questo genere musicale così diffuso durante quegli anni.

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Gazebo, nacque nel mondo della new wave, che gli permise di scrivere “Masterpiece”

Paul Mazzolini con l’ausilio delle batterie elettroniche, i sintetizzatori polifonici e gli strumenti new wave aprì dinanzi a sé un mondo diverso e pieno di opportunità.

Con Pierluigi Giombini creò Masterpiece, ma in Italia non venne accolto e compreso dal pubblico, era troppo avanti per l’epoca e tutti gli consigliarono di riadattarlo in Italiano, per riuscire a renderlo più fruibile al pubblico.

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Paul Mazzolini contattò Paolo Micioni un dj molto famoso nella capitale romana, con il quale aveva partecipato a diverse produzioni disco music. Gli propose di creare una canzone indipendente, proprio perché le case discografiche non erano interessate al suo pezz.

Da qui nacque la magia di “Masterpiece” un esperimento reso molto più ballabile, venne pubblicato dalla white label di un grossiste romano che aveva un negozio per dj.

Dato che il cantante era madrelingua inglese, nessuno avrebbe compreso che era di origini italiane, tutti i compositori del pezzo mentirono dichiarando che era un pezzo d’importazione.

Con questo escamotage le radio bevvero la beffa dei tre e il pezzo cominciò a riscuotere successo senza esser promosso o pubblicizzato con altri canali. Paul Mazzolini e Paolo Micioni bluffarono dicendo che Masterpiece era un pezzo d’importazione

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Qui subentrò la casa discografica Baby Records, Freddy Naggiar aveva ascoltato il pezzo Masterpiece mentre stava andando in Svizzera, da qui cominciò a cercare gli autori del brano.

Il pezzo era dinamico e rappresentò l’unica alternativa alle major per riuscire ad avere un potere promozionale, da questo presupposto i tre incontrarono Naggiar per far nascere la versione televisiva del pezzo, rendendolo un fenomeno a livello mondiale.