Facebook down, molti si chiedono se è possibile ottenere un indennizzo per il blocco durato alcune ore che ha fermato il lavoro
I down delle app di tanto in tanto capitano e ci riportano indietro ci circa vent’anni quando il modo più immediato per comunicare, oltre alla cara e vecchia telefonata, sono gli sms o l’email. Ieri per molte ore dalle 17.00 circa (in Italia) e fino alle 23.00, contemporaneamente le app della galassia Zuckerberg con Facebook, Whatsapp e Instagram, non hanno funzionato.
E se c’è stato panico tra le persone che dovevano comunicare per importanti vicende private, ancora di più lo è stato per chi lavora da remoto e ogni ora del giorno e delle notte utilizza queste app. Questo episodio è l’ennesima prova di come il lavoro di tanti dipenda dal quello di aziende private, senza le quali si ferma il mondo, quasi alla pari della pandemia.
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Sono in tanti a chiedersi se è possibile fare richiesta di risarcimento: al momento la riposta è negativa e non è possibile sapere se siano previsti e comunque ad ora non si sono ancora attivate class action.
Un danno per le aziende che lavorano sui social e tramite loro, per gli influencer e per le pubblicità, ma ovviamente i primi a perderci sono proprio le piattaforme. E parliamo di perdite per milioni di dollari al minuto.
Secondo Cost of Shutdown Tool di NetBlocks, uno strumento che calcola i danni sull’economia derivanti dal mancato funzionamento di una o più piattaforme social, nelle ore buie di ieri di Facebook, Whatsapp e Instagram, il danno è stato di 161 milioni di dollari.
Una giornata da dimenticare dunque. Dopo le accuse da parte dell’ex dipendente Frances Haugen secondo la quale Facebook ha favorito i post di odio per propri interessi economici, ecco il down causato da un problema interno.
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Come ha spiegato in parole povere con un esempio al New York Times John Graham-Cumming, chief technology officer di Cloudflare, è come se si cancellassero tutti i contatti dalla rubrica del telefono, rendendo impossibili le conversazioni. Così gli utenti non hanno potuto accedere al social blu perché per cinque o sei ore non sono esistiti più i percorsi che portano ai server di Facebook.
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