Ognissanti, perché si festeggia il 1° novembre: origini e significato

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Il primo giorno di novembre di ogni anno si celebra Ognissanti, ovvero la festa dedicata a tutti i Santi: scopriamo le origini e il motivo della ricorrenza.

La festa di Tutti i Santi, tradizionalmente denominata Ognissanti, viene celebrata dal mondo cattolico ogni 1° novembre per onorare tutti coloro che secondo la Chiesa hanno risposto alla chiamata di Dio, compresi quelli che non sono stati canonizzati. Trattandosi di una festa di precetto, i fedeli sono invitati a partecipare alla Messa nel pieno rispetto del terzo Comandamento: “Ricordati di santificare le feste”.

ognissanti, origini e significato della festa del 1 novembre
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Il papa, come da tradizione, è solito recitare l’Angelus a mezzogiorno. In Italia è giorno festivo nazionale soltanto il primo di novembre, mentre non lo è il 2 novembre, giorno dedicato alla commemorazione di tutti i defunti. È per questo motivo che molti cattolici preferiscono recarsi in cimitero per visitare i propri cari in occasione di Ognissanti.

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Origini e significato di Ognissanti

Secondo diverse teorie la festa dedicata ai Santi prende origine dal profano e si fonde con tradizioni molto antiche. C’è chi ipotizza un legame con la celebrazione celtica di Samhain legata alla fine dell’estate, che sarebbe anche all’origine di Halloween. La notte a cavallo tra l’ultimo giorno di ottobre e l’inizio di novembre è sempre stata considerata magica: un tempo veniva chiamata notte delle Calende d’inverno ed era ritenuta il momento di maggior contatto tra i morti e i vivi.

ognissanti, origini e significato della festa del 1 novembre
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In generale, tutte le festività che nell’antichità ricadevano in questo periodo erano perlopiù legate al mondo agricolopagano. Poi, con l’affermarsi del cristianesimo, si è aggiunto un significato più religioso. È a partire dal IV secolo che si iniziarono a celebrare le commemorazioni dei martiri nella Chiesa occidentale, anche se con date diverse: si è passati dalla domenica successiva alla Pentecoste al giorno del 13 maggio, data in cui il Pantheon fu convertito da papa Bonifacio IV alla Vergine Maria e ai martiri.

Fu poi papa Gregorio III a scegliere il 1° novembre per consacrare in una cappella dedicata a San Pietro alcune reliquie “dei Santi apostoli e di tutti i Santi, martiri e confessori”. La ricorrenza continuò ad essere diffusamente celebrata quel giorno, fino a quando nell’835 il re franco Luigi il Pio decretò ufficialmente la tradizione come festa di precetto.

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Perché proprio il 1° novembre?

Non è chiaro il motivo che determinò lo spostamento delle celebrazioni il primo giorno di novembre: secondo le teorie più accreditate il papa voleva creare una continuità con le feste pagane dello stesso periodo per favorire la cristianizzazione della popolazione. I romani erano soliti celebrare la cosiddetta dea Pomona, in una ricorrenza molto simile per significato alla festa celtica di Samhain, le cui influenze sarebbero giunte nell’Impero in seguito alla conquista della Gallia.

In occasione di quella festività il popolo romano onorava la fine del periodo agricolo produttivo, rendeva grazie alla terra per i doni ricevuti e salutava l’estate. Il significato agricolo e pagano del 1° novembre è stato dunque sostituito da quello spirituale e religioso che ancora oggi caratterizza tutto il mondo cattolico e alcuni riti protestanti, con la finalità di rendere omaggio a tutti i Santi.