Crisi energetica: la Cina invita i cittadini a fare scorte di cibo

Covid e crisi energetica stanno suscitando forti dubbi sull’approvvigionamento delle risorse in Cina, dove lo stesso governo ha invitato i cittadini a fare scorte di beni primari.

(Photo by Getty Images)

Il governo cinese ha invitato i propri cittadini a fare scorta di beni di prima necessità, in modo particolare di cibo a causa della crisi energetica, della difficile situazione legata alla pandemia da Covid-19 e al maltempo che ha investito il paese nelle ultime settimane.

Ad emettere la comunicazione ufficiale è stato il Ministero del Commercio cinese che ha inviato una comunicazione ai governi locali spingendoli ad invitare i cittadini ad acquistare beni come pollame, verdure e altro cibo, per soddisfare “le esigenze della vita quotidiana e delle emergenze” – a riportare la notizia è stata la CNN, che ha spiegato anche che lo stesso ministero ha esortato le autorità a garantire l’approvvigionamento.

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La misura dovrebbe essere rispettata durante tutto l’inverno, fino alla primavera e le autorità avranno il compito di mantenere i prezzi lineari, dopo che i prezzi delle verdure, come spiega la CNN, avevano già subito un rincaro a causa dei danneggiamenti alle colture dopo le alluvioni che hanno colpito alcune province.

Queste comunicazioni vengono spesso lette in modo superficiale e in questo caso però, la misura sembra essere realmente importante. D’altra parte però, è scattata anche la rabbia dei cittadini, come spiega la stessa CNN.

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Come spiega l’emittente, l’Economic Daily, giornale statale, ha affermato che le autorità nella comunicazione stavano tentando di ricordare alle famiglie di fare scorta di cibo, in vista di blocchi commerciali causati da Covid-19. Allo stesso tempo, Zhu Xiaoliang, un funzionario del Ministero del Commercio, ha confermato che le risorse giornaliere saranno comunque sufficienti per soddisfare il fabbisogno delle famiglie.

La Cina continua a mantenere le rigide misure zero-Covid, come dimostra anche l’ultimo caso della chiusura immediata di Shanghai Disneyland e Disneytown. Intanto però, la crisi energetica continua e la Cina deve fare i conti con due realtà: da una parte le pressioni sul tema ambienta da parte degli Stati Uniti e dell’Unione europea e, dall’altra dalla crisi del carbone.