Carmine Venturino, pentito nel caso Lea Garofalo: la sua confessione orribile

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Omicidio di Lea Garofalo, il killer pentito confessa: “Le spaccavamo le ossa mentre bruciava”. Stasera in onda su Rai 1 il film sulla sua storia.

Carmine Venturino nella giornata di ieri si è assunto la colpa dell’omicidio di Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta per essere stata una testimone di giustizia. L’uomo ha confessato di essere il killer per amore della sua ex fidanzata Denise, la figlia della vittima, afferma Venturino. La vittima nel novembre del 2009 è stata massacrata e poi bruciata finchè di lei non ne è rimasto quasi nulla. Venturino era già stato condannato all’ergastolo con altri imputati.

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Lea Garofalo (fonte: Twitter)
Lea Garofalo (fonte: Twitter)

Durante il processo d’appello, il killer dopo dopo 12 anni afferma ai giudici della corte d’Assise d’Appello di Milano di essere stato lui ad uccidere la madre della fidanzata come segno d’amore per Denise.

Durante le indagini gli inquirenti hanno ipotizzata che la donna fosse stata sciolta nell’acido, perchè del suo corpo non è stata ritrovata traccia. Nei mesi scorsi però Venturino ha raccontato altri dettagli, cioè che la Lea Garofalo è stata carbonizzata.

Venturino racconta che mentre il corpo della vittima bruciava i loro killer le spaccavano le ossa con una pala. Il corpo era martoriato, mentre una parte del viso era schiacciato per colpa dei ripetuti colpi.

Venturino ha poi raccontato ai giudici di quando aveva visto insieme all’imputato Rosario Curcio, di aver visto il cadavere appena dopo che Carlo Cosco e il fratello Vito l’avessero strangolata. Venturino ricorda il viso pieno di lividi, i vestiti della vittima strappati sul petto e l’arma del delitto: un laccio verde.

I giudici d’appello hanno accolto la richiesta del pm Marcello Tatangelo decidendo di riaprire il dibattimento. Durante un’udienza Carlo Cosco, ex compagno di Lea aveva confessato in aula di aver ucciso Lea per essere anche lui parte della ‘ndrangheta. Questo lo spiega lo stesso  Venturino, affermando inoltre che hanno progettato proprio di “far sparire Lea”.

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La figlia Denise è molto provata, e da anni segue il processo come parte civile.  Da dieci anni è sotto protezione. Grazie alla collaborazione di Venturino gli investigatori sono riusciti a rintracciare alcuni resti della donna. I giudici hanno anche deciso che saranno ascoltati nelle prossime udienze anche due consulenti medici che hanno effettuato accertamenti sui resti della donna.

La storia di Lea Garofalo stasera su Rai 1

Stasera 23 novembre, alle 21.25 su Rai 1 andrà in onda la vera storia di Lea Garofalo, la donna che seppe opporsi alla mafia al punto di essere uccisa. Il film racconterà anche di sua figlia Denise, che all’epoca dei fatti era solo una bambina, e che testimoniò contro il padre, mandante dell’omicidio.