Bohemian Rhapsody: realtà o finzione, il film sulla vita di Freddie Mercury

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Cosa sapere su Bohemian Rhapsody: realtà o finzione, il film sulla vita di Freddie Mercury e i suoi segreti.

“Is this the real life? Is this just fantasy?”, con queste parole si apre Bohemian Rhapsody, uno dei brani più famosi della produzione dei Queen e questa è anche la domanda che ci si pone davanti all’omonima pellicola, che Raiuno manda in onda questa sera in occasione del 30esimo anniversario della morte di Freddie Mercury.

(screenshot video)

Con gli unici membri rimasti dei Queen ad agire come produttori esecutivi del film biografico su Freddie Mercury (il bassista John Deacon si è ritirato dopo la morte di Mercury nel 1991), il rischio era che il biopic diventasse molto agiografico e probabilmente così è davvero stato, sempre i critici ma anche molti fan della storica band.

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Come nel film, Freddie Mercury è nato Farrokh Bulsara e rimane l’unica rock star conosciuta di origine parsi. Nella pellicola, si parla diffusamente di questo, sebbene comunque sulla sua infanzia non ci siano tantissime informazioni e molto ci si limiti a brevi cenni. Si tratta comunque di informazioni vere, sebbene descritte in maniera incompleta.

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Cosa c’è di storia vera e quanto di finzione nel film Bohemian Rhapsody

Il film si apre con Mercury a casa nel 1985 che si prepara per l’esibizione dei Queen al Live Aid. Vengono mostrati almeno sei gatti e il protagonista afferma che ognuno ha la propria camera da letto. Questo è tutto vero. “Arrivava in un hotel, ci chiamavamo e parlava davvero con i suoi gatti”, ha scritto Peter Freestone, l’assistente personale di Mercury durante gli ultimi 12 anni di vita del cantante.

Jim Hutton, l’ultimo partner romantico di Mercury, ha ricordato che “Freddie trattava i gatti come i suoi figli”. Mercury ha persino dedicato una canzone, “Delilah”, al suo felino preferito. Rispetto al rapporto con l’ex fidanzata Mary Austin, il cantante ebbe con lei una storia di sei anni, a lei manifestò la sua omosessualità e davvero lei continuò a essere nonostante tutto la sua migliore amica, restando con lui fino alla fine. Addirittura le affidò il compito di seppellire le sue ceneri, facendole promettere di non rivelare mai dove si trovassero. Fino ad oggi ha mantenuto il segreto.

Un rapporto davvero di amicizia quasi morbosa che forse il film non delinea appieno, inoltre la pellicola tralascia un’altra delle relazioni eterosessuali di Freddie, quella che ha stretto a Monaco con Barbara Valentin, un’attrice di soft-porno che è apparsa in alcuni dei film di Rainer Fassbinder. Il film, secondo gli esperti, “comprime” le tappe della genesi dei Queen, tralasciando molti dettagli importanti.

Quali sono gli errori più gravi di Bohemian Rhapsody

Per quanto riguarda il film, il cattivo della storia di Mercury è Paul Prenter (morto nel 1991, quindi non è più in giro per fare causa): il produttore però – questo lo si può tranquillamente affermare – non è l’unico responsabile dei momenti più difficili dal punto di vista artistico sia della band che del suo leader Freddie Mercury.

Senza dubbio, l’inesattezza più grave del film riguarda la malattia del cantante: nella pellicola, Freddie Mercury si ammala sempre più a Monaco di Baviera. Tornato a Londra nel 1985, riceve la sua diagnosi e comunica la notizia ai suoi compagni di band poco prima del concerto. Questo è forse il più grande allontanamento del film dai fatti.

La diagnosi dell’HIV, che lo portò ad ammalarsi di AIDS e poi alla morte, secondo alcuni avvenne addirittura nel 1982. Il cantante ha vissuto per altri sei anni dopo l’esibizione al Live Aid e non ha detto ai suoi compagni di band della sua diagnosi fino al 1989.