Covid, presidente anestesisti: “Metà gennaio terapie intensive piene”

Covid, Alessandro Vergallo lancia l’allarme. Il 75-80% degli occupanti in terapia intensiva sono pazienti non vaccinati

Alla luce della nuova ondata, è calcolato che tra 3-4 settimane le terapie intensive Covid saranno occupate totalmente perché è il tempo che passa tra il contagio, la progressione della malattia e il ricovero.

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Lo sostiene Alessandro Vergallo, presidente nazionale dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani in un’intervista rilasciata all’agenzia AdnKronos commentando i dati diffusi dall’Agenas, Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, secondo i quali l’Italia ha già raggiunto il 12% per l’occupazione dei posti in terapia intensiva: la soglia critica è invece fissata al 10%.

La stragrande maggioranza di chi entra in terapia intensiva non è vaccinata e si attesta al 75-80%. Spiega che nonostante la situazione, ci sono persone che continauno a manifestare sempre le stesse certezze mentre altri comprendono di aver sbagliato scegliendo di non vaccinarsi.

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Covid, pressione sugli ospedali ripercussioni anche per altre malattie

Vergallo ha ricordato un altro aspetto importantissimo causata dall’emergenza Covid con la mancata assistenza per altre patologie: più un ospedale soffre la pressione per combattere il Coronavirus, meno riesce a erogare gli altri essenziali servizi sanitari.

stop mascherine all'aperto a fine giugno
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Domani il Comitato Tecnico Scientifico potrebbe decidere di ridurre la quarantena per le persone vaccinate che hanno avuto un contatto con un positivo. Sul punto Vergallo sposa la decisione presa in Germania dove si è dimostrato esser e più efficace un lockdown per i non vaccinati.

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Secondo il bollettino del 27 dicembre, i nuovi contagi sono 30.810 in tutta Italia, 142 i morti. Nelle precedenti 24 ore erano stati processati 343.968 tamponi con un tasso di positività al 9%. Circa cento i nuovi ingressi in terapia intensiva che porta il totale a 1.126.