Il sistema tamponi in Italia è saltato: code infinite e scorte risicate

Oggi si attende la decisione del Cts sulla rimodulazione delle regole sulle quarantene. Le Regioni chiedono all’esecutivo una nuova distinzione tra vaccinati e non vaccinati.

(Photo by Emanuele Cremaschi/Getty Images)

I tamponi a disposizione non bastano più. Molti laboratori hanno finito le scorte, altri invece, approfittandone hanno aumentato i prezzi per gli utenti. Così anche il tracciamento ha subito un down. Le immagini dei drive-in con code chilometriche hanno ormai invaso il web.

Le situazioni più critiche sono state riscontrare in Toscana e in Lombardia. Non sono mancate le aggressioni e momenti di tensione, a testimoniare la necessità imminente di intervenite dal punto di vista organizzativo ma anche normativo.

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Le autorità sanitarie invitano gli utenti ad attendere gli esiti a casa. In alcuni centri le code hanno raggiunto anche 12 ore. Come spiega il Corriere della Sera, i presidenti delle Regioni sono pronti a presentare delle nuove proposte, per dividere le regole tra vaccinati e non vaccinati e per questi ultimi definire un iter differente.

Giornata di decisioni: se da una parte il Cts potrebbe ridurre o azzerare la quarantena per i vaccinati con dose booster, dall’altra, insieme al Ministero della Salute, potrebbe arrivare la decisione di rendere i test antigenici affidabili anche per riconoscere una positività al virus.

Questo tipo di impostazione è stata promossa già dalla Regione Toscana, che con una ordinanza ha definito che il test rapido positivo non avrà bisogno di una conferma. Azione intraprese anche dalla Regione Emilia Romagna – anche la Lombardia sulla stessa linea d’onda.

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Il sistema tamponi è in piana crisi. Come per le festività natalizie anche per Capodanno, file e file di utenti sono pronti ad accavallarsi a ritmo di prenotazioni incessanti e code lunghe anche ore. Una situazione insostenibile sia per i centri che per i farmacisti.

Come spiega il Corriere della Sera, le code per una prenotazione a Roma arrivano anche a 7 giorni. A Bergamo 17 giorni. In Puglia è andata in tilt la piattaforma informatica regionale che gestisce la trasmissione dei dati e così a tardare anche per 4 o 5 giorni è l’esito del tampone. In Sicilia, il presidente della Regione Musumeci ha parlato di “tracciamento impossibile, soprattutto adesso”.