Massimo Ranieri figlio d’arte: quei brani cantati con il padre Umberto Calone

Massimo Ranieri nel corso dello show di Capodanno di Rai Uno ha ricordato le sue umili origini. In particolare il ruolo di Mamma Giuseppina Amabile e di Papà Umberto Calone nella sua crescita artistica .

L’artista napoletano ha potuto studiare canto grazie agli immensi sacrifici dei suoi genitori. Tutti i dettagli

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri è uno degli artisti più amati ed apprezzati della sua generazione. Nato a Napoli, da famiglia umilissima, ha compiuto 70 anni lo scorso 3 maggio.

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E’ stato il grande protagonista dello show di Capodanno da Terni di Rai Uno , L’Anno che verrà e si appresta, a febbraio 2022, a partecipare per l’ennesima volta al Festival di Sanremo. Festival che ha vinto nel 1988 con il brano Perdere l’Amore.

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Ma, come ama ripetere spesso, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il supporto della famiglia. Di Ranieri, nato Calone, si sa quasi tutto a livello di carriera artistica ma molto poco della sua vita privata. Ed in particolare degli inizi.

Massimo Ranieri figlio d’arte

Una pista da seguire, in tal senso, l’ha fornita lo stesso artista napoletano in una recente ospitata a Domenica In nella quale ha rivelato di essere di fatto un figlio d’arte.

Papà Umberto Calone, infatti, era un trombettista ed insieme a lui ha addirittura inciso un disco nel 1973, Album di famiglia il titolo, nel quale padre e figlio cantano alcuni canzoni della storia della musica napoletana dal 1900 al 1960.

Nel disco in alcuni brani papà Umberto oltre a suonare canta anche. L’estensione vocale e inferiore a quella di Massimo ma in ogni caso calda ed intonata.

“Ha imparato tutto in orfanotrofio” racconta Massimo Ranieri. Papà Umberto infatti, rimane orfano del padre durante la Prima Guerra Mondiale. Cresce con la madre ed il patrigno, un uomo gretto e violento. Tanto che a dodici anni il giovane Umberto Calone decide di riparare in orfanotrofio piuttosto che vivere in casa.

Ed è li che impare la tromba e dove si specializza come operaio meccanico. “Non ha potuto fare il musicista – ha spiegato Massimo Ranieri – ma è diventato operaio e ci ha sfamato”. Un traguardo eccezionale viste le condizioni di partenza.