Passaggio a Nord Ovest: viaggio nelle Grotte di Lascaux, la Cappella Sistina della Preistoria

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Alberto Angela ci porta a conoscere le meravigliose pitture rupestri delle Grotte di Lascaux, in Francia, definite la “Cappella Sistina” del Paleolitico. La puntata di Passaggio a Nord Ovest, in onda stasera, alle 23.55, in replica su Rai1.

MEHDI FEDOUACH/AFP via Getty Images

Le Grotte di Lascaux, scoperte in Dordogna, nel sud-ovest della Francia e conosciute anche come “Cappella Sistina” della Preistoria, sono celebri per la bellezza delle pitture rupestri che ricoprono le pareti rocciose, risalenti al periodo del Paleolitico. Passaggio a Nord Ovest, il celebre programma ideato e condotto da Alberto Angela con la collaborazione di Gianpaolo Tessarolo, Emilio Quinto e la regia di Gianpaolo Tessarolo, ce le racconta in una puntata in replica questa sera su Rai1, alle 23.55.

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Le Grotte di Lascaux: l’arte e la bellezza paleolitica Patrimonio UNESCO

Le Grotte di Lascaux, furono scoperte casualmente durante la Seconda Guerra Mondiale, in Dordogna, nel sud-ovest della Francia. Il sito – che fa parte di un più ampio complesso di cave e grotte che si trovano nella valle del fiume Vézère – è uno dei più celebri in cui è possibile ammirare esempi di arte parietale, risalenti all’era Paleolitica.

Per l’enorme quantità di dipinti presenti – più di 6 mila figure – e per la bellezza e la complessità delle opere, le Grotte di Lascaux sono conosciute anche come “Cappella Sistina” della Preistoria, tanto che, nel 1979, si sono aggiudicate anche un posto nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità UNESCO.

Tra i soggetti più ricorrenti delle opere si distinguono tre categorie principali: animali, figure umane e segni astratti, tutti dipinti sui muri in sfumature date da pigmenti naturali che virano dal giallo, al rosso, al nero, e che conferiscono alle Grotte un’atmosfera surreale.

Le Grotte di Lascaux in 3D

Dopo 20 anni dalla loro scoperta, le Grotte furono chiuse al pubblico, al fine di preservare l’integrità dei dipinti. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, infatti, le caverne furono aperte al turismo di massa: l’anidride carbonica prodotta dai 1.200 visitatori quotidiani avevano in poco tempo danneggiato visibilmente le pitture. Riaperte e chiuse periodicamente per permettere i lavori di restauro dei dipinti – logorati anche a causa di recidive infestazioni fungine – le caverne furono chiuse definitivamente al pubblico nel 2007.

Nel dicembre del 2016, gli stessi dipinti sono stati nuovamente rivelati al pubblico: accanto al sito archeologico, infatti, è stato aperto un ampio spazio in cui è possibile ammirare in 3D le pitture rupestri delle caverne. Lascaux IV, questo il nome del centro in cui ammirare le bellezze delle Grotte, è frutto di un’intensa collaborazione tra il mondo archeologico e quello tecnologico ed è oggi la più grande “copia vivente” in 3D che sia mai stata fatta di una cava di tali dimensioni.

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