Veronica Yoko Plebani: la vittoria sulla meningite e la sua seconda vita

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L’incredibile storia di Veronica Yoko Plebani: la vittoria sulla meningite e la sua seconda vita, i grandi e importanti successi in carriera.

(screenshot video)

Originaria del bresciano, Veronica Yoko Plebani – classe 1996 – ha una bellissima storia di rivincita e rinascita: era il 27 aprile 2011 quando appena 15enne ha contratto una meningite fulminante batterica. La ragazza nonostante la gravità della situazione si dimostra più forte della malattia, sopravvive ma riporta gravi conseguenze. In particolare riporta la perdita delle falangi delle mani e delle dita dei piedi. Chiunque al posto suo avrebbe mollato, una frase forse fatta ma che di fronte a questa Iron Girl è quantomai vera.

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La carriera di Veronica Yoko Plebani: dopo la meningite tanti successi

Infatti, a novembre 2011, appena uscita dall’ospedale, partecipa subito a una competizione sportiva, una gara di fondo. Successivamente, entra a far parte del team di art4sport e decide di praticare canoa e snowboard. Già l’anno dopo la meningite, vince i Campionati italiani Junior di paracanoa nella prova di K1 TA discesa classica fluviale 2000 m. Nel 2013, agli stessi Campionati italiani Junior di paracanoa, fa incetta di medaglie d’oro e poi partecipa ai campionati mondiali assoluti, sfiorando il podio.

Ha appena 18 anni e solo tre ne sono passati dall’incidente quando nel 2014 partecipa ai Giochi paralimpici invernali di Sochi nella disciplina del cross-snowboard e nello stesso anno vince la medaglia d’oro alla Coppa del Mondo assoluta di paracanoa nella stessa specialità. Riscuote così una serie di successi non solo in Italia, ma anche a livello internazionale, vincendo la medaglia d’oro nel K1 200 m TA ai Campionati Europei assoluti di paracanoa di Brandeburgo. Dopo una serie di vittorie, arrivano le Paralimpiadi di Rio 2016, appuntamento molto atteso, dove si classifica sesta. Impegnata nel sociale, oggi il suo obiettivo sembra essere uno solo: le Paralimpiadi del 2021 a Tokio, con la speranza di una medaglia.

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