Stasera in TV: a “Chi l’ha visto?”, il mistero della morte di Giulia Di Sabatino

ULTIMO AGGIORNAMENTO 18:31
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Nella puntata di stasera si tornerà a parlare del mistero della morte di Giulia Di Sabatino, la ragazza abruzzese scomparsa 5 anni fa nel giorno del suo 19esimo compleanno.

(Web)

“Chi l’ha visto?” è ormai da anni l’appuntamento irrinunciabile per tutti gli appassionati di cronaca. Nella puntata in onda questa sera, 4 novembre, su Rai3, Federica Sciarelli torna a parlare nuovamente del caso di Giulia Di Sabatino, la giovane ritrovata cadavere sotto al cavalcavia che si trova tra Tortoreto e Giulianova.

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Il caso di Giulia Di Sabatino

Giulia Di Sabatino, originaria di Tortoreto, cittadina della costa abruzzese, venne trovata senza vita il 1° settembre 2015, nel giorno del suo 19esimo compleanno, sul lato Nord della A14, dilaniata dai Tir.

Da una prima ricostruzione dei fatti sembrava che la giovane si fosse lanciata dal cavalcavia dell’autostrada, tra Giulianova e Tortoreto. I genitori di Giulia, Mari Koci e Luciano Di Sabatino, non hanno mai creduto all’ipotesi del suicidio e hanno fatto di tutto per riaprire le indagini: “Nostra figlia non aveva nessun motivo per togliersi la vita, Giulia non voleva ammazzarsi. Nessuno va ad uccidersi ben vestita e profumata” aveva dichiarato all’epoca la madre della ragazza.

Le indagini condotte dai Ris di Roma sugli indumenti e sulle scarpe indossati da Giulia la notte della sua morte rivelarono, infatti, che l’ipotesi del suicidio era una pista completamente sbagliata. Sotto le suole delle scarpe non vennero trovate tracce di ruggine o terriccio, presenti invece sul parapetto del cavalcavia, segno questo che la ragazza 19enne non aveva scavalcato la balaustra ma fosse stata lanciata di sotto, forse in stato di incoscienza.

Sugli indumenti di Giulia, in più, vennero trovate alcune tracce di liquido seminale: dopo settimane di indagini si scoprì che esse appartenevano ad un giovane 25enne della zona, Davide, conosciuto attraverso i media anche come “il ragazzo della Panda rossa”. Davide è stato l’ultimo a vedere viva quella notte Giulia nella sua Panda rossa.

Interrogato dagli inquirenti, il ragazzo ha confermato di essere stato in compagnia della ragazza quella notte e di averci avuto un rapporto sessuale, ma nulla più. Il ragazzo l’avrebbe, infatti, riaccompagnata sul viadotto del cavalcavia alle ore 4.30 del mattino, venendo a conoscenza della sua morte solo il giorno seguente.

Davide, “un ragazzo con problemi, un giovane socialmente pericoloso” come lo aveva definito Mari Koci proprio nella trasmissione della Sciarelli, è stato arrestato nell’aprile di quest’anno non perché coinvolto nella morte di Giulia, bensì per maltrattamenti nei confronti dei genitori.

L’ipotesi della prostituzione minorile e della pornografia

Una nuova pista però si fa sempre più largo sulla morte della giovane Giulia. Qualche giorno fa, il 29 ottobre, ha avuto luogo il dibattimento del processo in cui è imputato per induzione alla prostituzione minorile e pornografia minorile il 30enne di Giulianova Francesco Totaro, all’epoca indagato e poi archiviato insieme ad altri proprio nell’inchiesta per la morte di Giulia.

Analizzando il cellulare della giovane morta, gli investigatori hanno scoperto foto e chat scambiate tra Totaro e la ragazza risalenti all’ottobre del 2013, quando Giulia, cioè, era ancora minorenne. Subito è partita un’informativa alla Distrettuale dell’Aquila perché l’ipotesi era che tra i due, per quelle foto, ci fosse stato uno scambio di denaro.

Gli esperti informatici della Polizia postale, dopo una perquisizione nella casa di Giulianova dove il 30enne viveva con la nonna inferma, hanno scoperto che dai dispositivi sequestrati a Totaro erano stati cancellati oltre 134mila file che riguardavano proprio Giulia Di Sabatino, di cui oltre 42mila erano immagini e 2mila erano, invece, video in cui si vedevano rapporti sessuali.

Dalle chat trovate sul telefono di Giulia emerge anche che la giovane si era fortemente legata a Totaro. Dopo la maggiore età, però, ha preso le distanze da lui, fino ad arrivare a scrivergli: “Mi pento di un sacco di cose. Me ne accorgo solo adesso che è troppo tardi. Sappilo”.