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Cronaca

Coronavirus, spray nasale per prevenire l’infezione: buoni risultati sui furetti

Published by
Simone Cadoni

L’università Columbia di New York ha studiato uno spray nasale in grado di prevenire l’infezione da coronavirus nei furetti. Funzionerà anche sull’uomo?

Foto di Thorsten Frenzel da Pixabay

Gli scienziati del Medical Center della Columbia University di New York hanno sviluppato uno spray nasale che potrebbe rivelarsi utile nella lotta al coronavirus. La sperimentazione ha già avuto esito positivo sui furetti, che hanno modalità di trasmissione dei virus delle vie respiratorie molto simili a quelle umane.

Lo spray è basato su una molecola di lipopeptide, che ha l’effetto di neutralizzare sul nascere il virus. Nel dettaglio, la molecola impedisce alla proteina S del patogeno di agganciarsi al ricettore ACE2 delle cellule umane bloccando il processo di trasmissione e contagio. Il lipopeptide avrebbe dunque una funzione inibitrice.

Se si dovesse rivelare efficace anche sull’uomo, lo spray nasale diventerebbe un’arma decisiva per ridurre le infezioni da coronavirus SARS-CoV-2. Adesso si attendono ulteriori fondi per poter programmare i primi test clinici sui volontari.

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Spray nasale contro il coronavirus: l’esperimento sui furetti

Il team di scienziati americani ha coinvolto sei furetti, di cui uno infettato deliberatamente, due trattati con uno spray a effetto placebo e tre esposti allo spray nasale basato sul lipopetide. Gli animali, dopo essere stati divisi in coppie, sono poi stati monitorati.

Dopo un’intera giornata, gli esemplari trattati con placebo sono stati tutti infettati dal coronavirus, mentre quelli su cui è stato somministrato il lipopeptide non sono stati contagiati. Secondo Peter J. Hotez, professore della National School of Tropical Medicine del Baylor College of Medicine, i risultati dell’esperimento sono promettenti.

Lo studio della Columbia University di New York, intitolato Intranasal fusion inhibitory lipopeptide prevents direct contact SARS-CoV-2 transmission in ferrets, è online sul database MedrXiv.

 

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