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Cronaca

Rubata la carrozzina alla campionessa Giusy Barraco: “È come se mi avessero rubate le gambe”

Published by
Edoardo Desiderio

“È come se mi avessero rubate le gambe”, questo il commento della campionessa di nuoto Giusy Barraco.

Giusy Barraco, nel luglio 2016, a Napoli, si era laureata campionessa italiana paraolimpica di nuoto nella specialità dorso e vice campionessa nazionale nella gara alla quale hanno preso parte le vincitrici dei quattro stili: libero, dorso, rana e delfino.

Le hanno rubato la carrozzina nella sua casa al mare in Sicilia a Petrosino (Trapani), mentre era a Firenze per scoprire se sarebbe mai potuta diventare mamma, i ladri hanno messo a soqquadro tutta la sua abitazione portando via soltanto la sua carrozzina.

Di recente, Giusy Barraco molta attiva nel sociale si era fatta promotrice anche di una raccolta fondi per l’acquisto di una sedia da mare per disabili.

La campionessa ha espresso tutta la sua amarezza dopo l’ignobile gesto dei ladri: “Sono arrabbiata perché per loro sarà qualcosa di non prezioso o poco importante, ma per me la sedia rappresenta le mie gambe, con cui mi sono sposata. I miei ricordi. Tanti ricordi. Fa parte di me. Avermela rubata è come aver compiuto un atto violento su una persona. E pensare che quando ero giovane la rifiutavo, avevo vergogna a usarla. Quando ero giovane ci sono stati periodi in cui ho pensato che fosse meglio morire”.

La malattia di Charcot-Marie-Tooth (Cmt) le ha cambiato la vita dall’età di quattro anni. Una neuropatia genetica ereditaria, spesso sottovalutata, che prevede sintomi come inciampi, affaticamento, difficoltà di movimento con debolezza e una specie di bruciore a mani e piedi con perdita della sensibilità. Una malattia “invisibile” che colpisce circa una persona su 2.500 e per cui Giusy e i suoi genitori, hanno dovuto lottare con tenacia.

Tra le esperienze che l’hanno aiutata più di tutte, Giusy cita un viaggio a Lourdes, all’età di quindici anni. Fondamentale anche l’ingresso al Centro clinico Nemo Sud di Messina. Tra i desideri c’è quello di diventare mamma: “Non mi fermerò, lotterò come sempre – commenta la campionessaNon la darò vinta a questa malattia, mai”.

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