Covid, Consiglio di Stato: via libera a cure con idrossiclorochina

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Accolto il ricorso di alcuni medici di base: “restituita giusta opportunità di cura agli italiani”.

(Photo by GEORGE FREY/AFP via Getty Images)

Il Consiglio di Stato ammette l’uso dell’idrossiclorochina come cura contro il Covid-19. La III sezione ha infatti accolto il ricorso di un gruppo di medici di base e ha vietato così la nota dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dello scorso 22 luglio. La nota vietava l’uso del farmaco per problematiche che esulavano da quelle previste dal bugiardino, quindi la prescrizione si vedeva vietata anche per curare il Coronavirus.

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Sì all’uso dell’idrossiclorochina

L’idrossiclorochina è un farmaco che generalmente viene utilizzato per trattare malattie come la malaria, l’artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico. Nei primi mesi della pandemia, però, in Europa il farmaco è stato utilizzato, insieme alla clorochina, anche per la cura di soggetti positivi al Covid-19. Entrambi i medicinali non avevano sortito, tuttavia, alcun tipo di miglioramento in tali soggetti.

Qualche settimana fa, inoltre, l’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) aveva lanciato un allarme sugli effetti collaterali della sostanza che, secondo i dati disponibili, anche se utilizzata nelle dosi consigliate, può provocare disturbi psichiatrici e indurre il suicidio. Nel mese di luglio, l’AIFA ha rivelato un’efficacia incerta del farmaco nel contrasto al virus e un rischio di tossicità, in particolare cardiaca, rilevante ad elevati dosaggi.

I medici di base, che fino a quel momento avevano prescritto l’idrossiclorochina ai loro pazienti, hanno però proposto un ricorso contro la nota dell’AIFA, sostenendo che il farmaco sia efficace contro il Covid e lamentando anche la lesione della loro autonomia decisionale, tutelata dalla Costituzione e dalla legge, nel prescrivere tale farmaco sotto la propria responsabilità e con l’acconsentimento dei pazienti malati di Covid.

“La perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa AIFA a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati – si legge nell’ordinanza – non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale”.

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L’avvocato Erich Grimaldi che ha seguito e sostenuto il parere di un gruppo di medici di base, commenta così la decisione del Consiglio di Stato: “È stata restituita una giusta opportunità di cura agli italiani. Da oggi è consentita la prescrizione del farmaco sotto precisa responsabilità del medico e su suo stretto controllo, ai pazienti affetti da Covid nella fase iniziale della malattia. Questo significa rispettare la professione medica, esercitata in scienza e coscienza”.