Il Caso Spotlight il film sull’inchiesta è una storia vera? La trama

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Il Caso Spotlight racconta dell’inchiesta giornalistica sugli abusi sui minori dei preti. Come andarono i fatti

Il Caso Spotlight

Il Pulitzer è un ambito premio giornalistico. Nel 2003 lo vinse il quotidiano The Boston Globe per l’indagine sugli abusi sessuali a danni di minori avvenuti nelle diocesi di Boston e sulle coperture e insabbiamenti dei casi da parte dell’arcivescovo Bernard Francis Law.

Da quelle vicende nasce il film del 2015 Il caso Spotlight diretto da Tom McCarthy. Marty Baron, Ben Bradlee Jr., Walter Robinson, Mike Rezendes, Sacha Pfeiffer e Matt Carroll sono gli agguerriti giornalisti che voglio scoprire la verità a tutti costi perché per anni gli abusi sono stati prima poco trattati dai media poi coperti della Chiesa Cattolica.

Agli Oscar del 2016 la pellicola è stata premiata come miglior film e miglior sceneggiatura originale. A Venezia vinse il Mouse d’argento e il Premio Brian.

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Il Caso Spotlight, l’obiettivo del film

Le reazioni all’inchiesta giornalistica prima e al film poi (che diede molto più risalto alla vicenda di quanto la ebbe nel 2003) furono svariate e contrastanti. Anche all’interno della Chiesa ci furono diverse anime. Da una parte fu apprezzato l’impegno di mettere in mostra un aspetto molto orrendo della Chiesa Cattolica ma ci anche per difendere l’istituzione, attaccò il film.

La sceneggiatura non si discosta molto dalla realtà dei fatti, anzi. Il film, però, non ha il fine di raccontare la storia dell’inchiesta. Questo aspetto è il secondario perché ha un filo di storico narrando una vicenda realmente avvenuta.

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L’obiettivo è invece mostrare come il giornalismo d’inchiesta sia utile e potente, di come può modificare gli eventi e condizionarli. Raccontando i fatti forma l’opinione pubblica su determinate vicende ma, come le dimissioni dell’arcivescovo, cambia il corso degli eventi.